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Legislatura nuova problemi atavici per il sindaco di Modica, Ignazio Abbate, costretto a fare i conti con l'irrisolta vertenza della Spm, società per Modica. Da ieri i dipendenti, seguiti dal segretario della Cgil Salvatore Terranova, hanno indetto lo stato di agitazione. Ammontano a 4 mesi oltre al 40 percento del mese di maggio, le spettanze non saldate dal Comune di Modica alla multiservizi e i dipendenti si dicono ormai stanchi di promesse disattese. Iniziato il nuovo corso dopo la campagna elettorale per le amministrative, con la promessa da parte del sindaco Abbate di una risoluzione della vertenza che lo scorso anno ha registrato momenti di tensione tra lavoratori e amministratori, i dipendenti speravano in una attenzione diversa da parte della nuova giunta rispetto al problema degli stipendi non pagati. I sindacati parlano di grave situazione morale ed economica per i lavoratori che tiene in sospeso circa 100 famiglie modicane. Il mese scorso i vertici del sindacato hanno provato ad avviare una interlocuzione con l'amministrazione che tramite il vice sindaco e l'assessore Lorefice si era impegnata a saldare immediatamente due mensilità. Ma le promesse sono state disattese e lo stato di agitazione potrebbe sfociare presto in azioni più eclatanti. La risoluzione della vertenza Spm è strettamente legata al problema finanziario dell'ente, evitato in extremis il dissesto, il problema comunque rimane così come la massima attenzione della Corte dei Conti e della Procura chiamata dalla sezione contabile a verificare profili penali, come il falso in bilancio, nella gestione economia di Palazzo San Domenico.

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