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E’ stato loquace con il magistrato che lo ha interrogato, Emanuele Greco detto Elio, storico pregiudicato vittoriese, noto come il re degli imballaggi nlla filiera del mercato di Vittoria, imputato per associazione mafiosa e in attesa di giudizio nell’inchiesta “Ghost Trash” per la quale a gennaio gli sono stati sequestrati beni per 35 milioni di euro. L’interrogatorio in carcere è durato un’ora e mezzo e Greco ha risposto alle domande del gip, insistendo sul movente: ho perso la testa per i soldi che Giudice mi deve e che non mi ha dato. Ma intanto è emerso che i rapporti di credito-debito, laddove la vittima del tentativo d’omicidio, Raffaele Giudice, è il debitore e lo sparatore, Elio Greco, è il creditore, non riguardano direttamente i due protagonisti, ma persone e posizioni a loro riconducibili. E questo elemento, già focalizzato dal gip nell’ordinanza di custodia cautelare, riporta in evidenza l’attività d’impresa svolta dai due nella filiera dell’agroalimentare che ha nel mercato il suo spazio centrale. Se per Giudice, ciò può anche apparire difficilmente contestabile considerato che i suoi precedenti per mafia risalgono a 25 anni fa, quando fu arrestato nell’ambito dell’operazione Squalo, la stessa cosa non si può dire per Greco, proprio per le imputazioni recenti e ancora al vaglio processuale.  Al giudice avrebbe detto di essere pentito per avere sparato a Giudice che ha definito suo amico, ma di avere perso il controllo per i pagamenti non andati a buon fine. A suo avviso quindi la mafia non c’entra nulla Elio Greco, pregiudicato, ritenuto affiliato alla cosca mafiosa Carbonaro Dominante con rapporti anche con Cosa Nostra gelese del boss Rinzivillo, la sera di venerdì Santo ha sparato con una pistola detenuta illegalmente, sicchè dovrà rispondere anche di questo reato oltre che di tentativo di omicidio. Il suo curriculum criminale è incontestabile e inquieta la rete dei suoi affari economici intorno al mercato di Vittoria, attraverso il controllo degli imballaggi. Il gip ha deciso che deve rimanere in carcere. Spetta ora alla difesa valutare se presentare un’istanza al tribunale del riesame. La vittima, Raffaele Giudice, cercò fino all’ultimo di nascondere l’accaduto ai medici del pronto soccorso di Vittoria ai quali si presentò per farsi medicare. Le indagini della polizia hanno consentito però di fare piena luce sull’accaduto.

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