giunta moscatooo

 

Quando, quattro anni fa, fu sciolto il Comune di Scicli, sindaco e assessori furono dichiarati incandidabili, inaudita altera parte. Non poterono neanche fiatare sulle eventuali ragioni a sostegno dell’esercizio del proprio diritto costituzionalmente protetto. Nel caso Vittoria invece, la richiesta avanzata dal ministro degli interni al tribunale di Ragusa di dichiarare l’incandidabilità degli “amministratori responsabili delle condotte che hanno dato causa allo scioglimento”, si è tradotta nell’apertura di un procedimento in contradditorio. Che riguarda l’ex sindaco Giovanni Moscato, tutti gli assessori della sua giunta, anche quelli non più in carica all’atto dello scioglimento (otto in tutto), e gli ex consiglieri Rosario Dezio, Francesco Cannizzo, Fabio Nicosia. Ieri camera di consiglio dinanzi al tribunale in composizione collegiale. L’ex sindaco Moscato ha chiesto che vengano acquisiti gli allegati – oltre due mila pagine – alla relazione consegnata alla commissione ispettiva e mai depositati finora in alcuna sede: dimenticanze ripetute, negligenze? Si tratta di centinaia di atti amministrativi nei quali, secondo Moscato, c’è la prova dell’infondatezza delle contestazioni mosse all’amministrazione dalla commissione ispettiva e fatte proprie dal ministero dell’Interno nella proposta di scioglimento. L’avvocatura dello Stato e la procura hanno chiesto invece che la questione-incandidabilità investisse anche l’ex sindaco Giuseppe Nicosia e che, quindi, venisse integrato il contradditorio. A questo punto il presidente del tribunale si è riservata la decisione. Non è da escludere che essa possa giungere dopo l’udienza, fissata il 29 aprile prossimo, del processo penale “Exit poll” nel quale proprio l’ex sindaco Moscato ha chiesto il rito abbreviato e nel quale potrebbe giungere presto una sentenza. La procura da parte sua, con il capo dell’ufficio Fabio D’Anna, ha espresso parere favorevole alla declaratoria di incandidabilità nei confronti degli ex sindaci Giuseppe Nicosia e Giovanni Moscato; degli ex assessori della giunta-Nicosia Francesco Cannizzo (delega alla solidarietà sociale) e Nadia Fiorellini (bilancio) imputati nel processo Exit poll; nei confronti dell’ex consigliere comunale Fabio Nicosia, anch’egli imputato – con l’accusa di voto di scambio politico mafioso - nello stesso processo. Per quanto riguarda gli ex assessori dell’amministrazione Moscato, la procura è favorevole alla declaratoria di incandidabilità solo nei confronti di Daniele Barrano, assessore ai servizi sociali nella seconda fase della giunta-Moscato, definito “stretto congiunto di Giovanni Siciliano, dipendente delle varie ditte affidatarie dell’appalto di igiene ambientale, condannato per associazione mafiosa ed estorsione”. Per la procura invece possono mantenere la pienezza dei diritti di elettorato attivo e passivo tutti gli altri assessori della giunta Moscato: Daniele Scrofani, Maria Giovanna Cosentino, Gianluca Occhipinti, Paolo Nicastro, Valeria Zorzi, Andrea La Rosa e Alfredo Vinciguerra. Candidabile, secondo il parere della procura, deve restare anche Rosario Dezio, ex consigliere comunale, subentrato a Fabio Nicosia dopo le sue dimissioni, arrestato il 20 febbraio dello scorso anno con l’accusa di avere malmenato tre lavoratori suoi dipendenti e di averne sequestrato uno per alcune ore. Anche Dezio è parte in questo procedimento perché anche a lui è stata rivolta la richiesta di declaratoria di incandidabilità da parte del ministro dell’Interno. In relazione poi agli altri imputati del processo Exit poll, parere favorevole all’incandidabilità infine per Raffaele Di Pietro e Raffaele Giunta accusati di avere avuto un ruolo nelle attività per le quali sarebbe avvenuto lo scambio elettorale politico-mafioso e per Vincenzo Gallo, funzionario amministrativo assunto nel 2011 nello staff del sindaco Nicosia e imputato nello stesso processo in relazione agli atti compiuti nel contesto del supposto scambio elettorale politico-mafioso.

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