caporalato vittoriaaaaff

 

Lavoravano nelle serre di quattro aziende agricole di Vittoria riconducibili ad un’unica famiglia. Alloggiavano in tuguri maleodoranti, privi di ogni requisito di abitabilità. Strutture abusive per le quali erano costretti a pagare l’affitto. Ventitre lavoratori, 17 uomini e sei donne, quasi tutti di nazionalità rumena, sono stati controllati dalla squadra mobile della polizia, impegnata, nella lotta al cosiddetto caporalato e al fenomeno dello sfruttamento nel lavoro con il supporto dell’azienda sanitaria provincia attraverso lo Spresal (servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro) e il Siav (servizio igiene ambienti di vita), nonché dell’Ispettorato del lavoro Cinque di questi lavoratori, tra cui due minori, sono risultati totalmente in nero. Ma anche la posizione degli altri è al vaglio degli investigatori in quanto le loro dichiarazioni sono apparse inverosimili e piene di contraddizioni. Hanno tutti ripetuto di essere retribuiti con una somma mensile prossima al minimo contrattuale ma numerosi elementi inducono gli inquirenti a dubitare fortemente. Verifiche sono in corso per tracciare i pagamenti in quanto dall’attività investigativa è emerso chiaro il sospetto che i lavoratori, in grave stato di necessità, siano stati ammaestrati per dare quelle risposte, pena la perdita dell’occupazione. In questo caso anche per loro, per quanto vittime, scatterebbe la denuncia per favoreggiamento personale, per avere aiutato i loro datori di lavoro ad eludere le indagini. Intanto sono stati denunciati i quattro titolari delle aziende insediate in un’estensione di diverse migliaia di metri quadrati. Uno dei quattro era già stato arrestato per le violazioni rilevate in un’azienda di cui è titolare in un’area poco distante nella quale peraltro è risultato non avere provveduto a modificare lo stato delle cose per adeguarlo al rispetto delle norme. L’imprenditore in proposito si è lamentato per il nuovo controllo, chiedendo tempo per adeguarsi, ma, ad una veriifca è emerso che non aveva fatto nulla neanche in seguito alle contestazioni precedenti sfociate nell’arresto. Lo Spresal, da parte sua, ha rilevato numerose criticità, provvedendo alle rispettive sanzioni.

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