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In 48 ore il Tribunale ha sciolto la riserva. Respingendo tutte le richieste avanzate dalla parti, tranne una: quella di Giovanni Moscato di essere ascoltato, a sostegno delle sue ragioni. Udienza fissata il 5 giugno prossimo, quando, prevedibilmente,  l’ex sindaco di Vittoria, imputato per corruzione nel processo “exit poll”, avrà già una sentenza. Entra nel vivo il procedimento civile promosso dal Tribunale di Ragusa sulla declaratoria di incandidabilità nei confronti degli ex amministratori del Comune di Vittoria responsabili, secondo il ministro dell’interno, delle condotte che hanno determinato lo scioglimento degli organi comunali. Il tribunale, in composizione collegiale, ha respinto l’altra richiesta, avanzata da Moscato, di sospensione del procedimento in attesa di quello penale, in quanto i piani di giudizio sono del tutto diversi. Tuttavia, nel caso di Moscato, che ha scelto il rito abbreviato, è molto probabile che il suo obiettivo di avere una sentenza possa concretizzarsi già il 29 aprile, prima quindi della data del 5 giugno nella quale il tribunale ha fissato la prossima udienza. Respinta anche la richiesta della procura di estendere il procedimento sulla declaratoria di incandidabilità anche a Giuseppe Nicosia. L’ex sindaco, predecessore di Moscato e quindi non più in carica all’atto dello scioglimento, rimane quindi candidabile, anche se gli atti prodotti dalle amministrazioni da lui guidate per dieci anni, sono entrati nel procedimento amministrativo sfociato nello scioglimento e anche se egli è imputato, per voto di scambio elettorale politico-mafioso, nel processo exit poll nel quale, a differenza di Moscato, ha scelto il rito ordinario, puntando sul giudizio immediato. A Nicosia non può essere esteso il procedimento sulla declaratoria di incandidabilità perché il ministero dell’interno non ne ha fatto richiesta, né la procura ha voce in capitolo, potendo solo esprimere pareri sulla posizione delle parti nel procedimento in atto. Cosa che ha fatto, per esempio, sostenendo l’incandidabilità di Moscato, dell’ex assessore della sua giunta Daniele Barrano, degli ex assessori della giunta-Nicosia Nadia Fiorellini e Francesco Cannizzo, dell’ex consigliere comunale Fabio Nicosia. Per la procura invece candidabili sono gli altri sette ex assessori dell’amministrazione Moscato. Ma a decidere sarà il Tribunale, prevedibilmente nell’udienza del 5 giugno prossimo. Le prossime settimane, con l’udienza del 29 aprile, e i prossimi mesi (con quella, dinanzi al Tar il 3 luglio, contro il decreto di scioglimento) saranno quindi decisivi. E il 5 giugno prossimo il tribunale potrebbe chiudere la partita sulla candidabilità dei soggetti coinvolti: Moscato e tutti i suoi otto assessori e tre ex consiglieri comunali

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