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Falso ideologico e omissione di atti d’ufficio?  O diffamazione e oltraggio a una battaglia di legalità? E’ l’alternativa, posta in punto di domanda, da Francesco Aiello, ex sindaco di Vittoria, il quale non si rassegna al fatto che alle parole, che reputa false, pronunciate da Filippo Dispenza, a Raiuno, sugli ultimi quarant’anni del mercato di Vittoria, non sia seguita un’attestazione, una spiegazione, un chiarimento o, diversamente, una rettifica. Da allora Dispenza, presidente della commissione straordinaria che gestisce il Comune, fa scena muta. Si nega a microfoni e telecamere, respinge ogni invito a rilasciare interviste nelle quali possano essere poste domande e ha lasciato alla versione originaria di quell’estemporaneo “esattamente” pronunciato dinanzi alla domanda del conduttore Franco Di Mare. Poiché Aiello i bandi per l’assegnazione, con procedura regolare di evidenza pubblica, dei box nel mercato, li ha fatti, torna alla carica. “Chi può citare in tv – si chiede - una relazione secretata che però viene poi negata a chi la richiede avendone interesse”? E poi ancora: “Non mi risulta a oggi che la relazione parli di spartizione mafiosa dei box.  Cosa detta dal giornalista e confermata dal commissario prefettizio. Ma che non c’è nel decreto di scioglimento”. Invece nessuno si è chiesto – rilancia Aiello – “come mai esistano e siano stati resi noti atti di bandi pubblici esperiti dal Comune di Vittoria nel 2000 e negli anni successivi pur con esito diverso? Perchè non sono stati citati? Ha chiesto, prima di andare in tv a Rai Uno e Rai 3, dopo mesi di permanenza a Vittoria, ai vari uffici una verifica su come stavano le cose?”  Quale iniziativa responsabile hanno assunto ora per modificare le loro dichiarazioni che negavano inequivocabilmente l’esistenza di tali atti?  Ma un altro tema sta a cuore all’ex sindaco. La legge Rognoni La Torre è stata applicata da sempre dal Comune di Vittoria. Quindi una frecciata agli avversari politici, suoi successori e predecessori dei commissari prefettizi. “La cricca cittadina, e gli amici di merenda allargata, tentarono di avviare una campagna di negazione ma dovettero cancellare quanto scritto nel sito del Comune (anno 2014). Sforzi interpretativi tuttavia transitati nella impostura veicolata” E qui Aiello si riferisce ai nostri giorni. Ma le domande non sono finite. “Che senso e che peso dare dunque alle anticipazioni fatte nei mesi e negli anni precedenti al commissariamento, da esponenti del vecchio regime inquisito e sciolto, sui due aspetti che riguardano la gestione del mercato? Chi ha nascosto questi atti, che io stesso – fa presente Aiello - ho pubblicato ? In quale fase? E perchè?  Perché non ne vogliono parlare e si trincerano dietro gli atti conclusivi della Commissione Prefettizia, magari per trarne conclusioni affrettate, comunque inesistenti nella relazione finale?

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