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Non potranno candidarsi ad alcuna elezione (Camera, Senato, Parlamento europeo, Regione, Comuni, Circoscrizioni comunali) per due volte dalla pubblicazione del provvedimento sulla gazzetta ufficiale: di fatto per dieci anni.

Candidabili invece tutti gli altri soggetti parte nel procedimento: il vicesindaco in carica all’atto dello scioglimento, Andrea la Rosa; gli ex assessori Maria Giovanna Cosentino, Daniele Scrofani Cancellieri, Paolo Nicastro, Gianluca Occhipinti, Valeria Zorzi, Alfredo Vinciguerra e Daniele Barrano.

Alla loro posizione il Tribunale dedica un unico riferimento complessivo: non sono neanche citati nella relazione prefettizia in quanto chiamati in causa dal Ministero esclusivamente come componenti della giunta in relazione ai provvedimenti della stessa firmati collettivamente dall’esecutivo comunale.

Fa eccezione Barrano del quale la relazione prefettizia cita il vincolo di parentela, anzi di affinità, con Giovanni Siciliano, dipendente di tutte le ditte affidatarie del servizio comunale di raccolta dei rifiuti e gravato da pregiudizi penali, tra cui una condanna per associazione mafiosa ed estorsione.

Barrano, poliziotto, alcuni mesi dopo lo scioglimento degli organi comunali, fu trasferito dal commissariato di Comiso dove prestava servizio, prima a Reggio Calabria e poi a Siracusa.

Candidabili anche, con l’unica eccezione di Fabio Nicosia, gli ex consiglieri comunali coinvolti Rosario Dezio e Francesco Cannizzo.

Quindi posto in lista negato solo a Giovanni Moscato e a Fabio Nicosia. 

 

 

Moscato per il momento affida solo ad un post su fb il suo commento sulla sentenza: “una decisione che rammarica e ferisce per chi, come me, ha sempre agito nella legalità e nel rispetto delle leggi.

Rammarica perché sul presupposto di una indagine è stata presa una decisione iniqua. Indagine che, dopo tre anni, deve ancora arrivare alla sentenza. Per questo attendo con fiducia il prossimo 30 settembre quando, finalmente, ci sarà una pronuncia della giustizia penale sul mio operato. E sono convinto di aver agito correttamente tanto che ho chiesto il rito abbreviato per accorciare i tempi del processo, senza aggiungere ulteriori elementi difensivi. D’altro canto – osserva Moscato - tutta la mia giunta è stata considerata, invece, candidabile. Questo testimonia la correttezza e il rispetto della legalità che è stata operata dalla mia amministrazione in 24 mesi di governo della città. Ci sarà tempo e modo per analizzare le motivazioni della sentenza, nell’attesa che finalmente ci sia un giudizio sulla indagine che ha fatto scaturire i provvedimenti che hanno colpito la città e una intera classe politica”.

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