occhipinti giacchi

 

Ieri l’ennesima puntata ad alta tensione sulla procedura esecutiva in atto nei confronti di Giorgio Occhipinti, l’imprenditore agricolo di 75 anni al quale è stata venduta l’azienda agricola a meno di un ottavo del suo valore (495 mila euro a fronte di oltre 4 milioni), mentre però sta pagando i creditori secondo un piano che il tribunale stesso, prima di autorizzare la vendita all’asta, aveva omologato. Poi c’è il caso-Giacchi, l’imprenditore agricolo arrestato la settimana scorsa, con l’accusa di avere aggredito il custode giudiziario, la proprietaria acquirente dell’appartamento di un proprio congiunto venduto all’asta e i poliziotti intervenuti. Giacchi, ex assessore allo sviluppo economico del Comune di Vittoria, è ai domiciliari e attende il processo, probabilmente per direttissima. Vittoria è una città in cui lo storico tessuto economico dell’oro verde è stato devastato dalla crisi dell’agricoltura come raccontano proprio i dati sulle vendite all’asta: sono 1900 i procedimenti esecutivi in atto aventi ad oggetto case, terreni, capannoni in gran parte al servizio dell’agricoltura. E le tante anomalie spesso denunciate nei procedimenti che sfociano nelle vendite all’asta spingono vari protagonisti della vita politica e sociale a prendere posizione

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