mercato ortofrutticolo di vittoria

 

Il bando per l’assegnazione di tutti i 74 box del mercato di Vittoria ha agitato il dibattito, provocato scontri, politici e non solo, distillato veleni e dato lavoro agli uffici giudiziari. Dai commissionari che attualmente esercitano l’attività sulla base di vecchie concessioni è stato presentato un ricorso al Tar che si è pronunciato rigettando la richiesta di sospensiva. Non è ancora una decisione di merito rinviata all’udienza pubblica del 4 dicembre prossimo, ma la richiesta di sospendere l’esecutività del provvedimento per evitare il danno grave e irreparabile che potrebbe derivarne non è stata accolta. Il pregiudizio grave e irreparabile che sarebbe derivato dall’esecuzione della delibera sul bando – osserva il tar – deve essere concreto e attuale, non futuro e ipotetico. Nel caso in questione, tale pregiudizio grave ed irreparabile, ammesso che esso sussista – argomenta il Tar – diventerà concreto e attuale a seguito dell’assegnazione formale dei posteggi in favore di soggetti terzi all’esito dell’espletamento della procedura. I giudici amministrativi concludono quindi che allo stato attuale la domanda deve essere rigettata, con l’ovvia precisazione che essa potrà essere eventualmente riproposta a seguito dell’adozione dei provvedimenti di formale assegnazione dei posteggi Sul bando interviene intanto la commissione straordinaria comunale che respinge le accuse mosse al contenuto del bando. In proposito Filippo Dispenza che la presiede definisce false e fuorvianti le dichiarazioni sulla mancanza di chiarezza del bando il cui testo ha avuto l’ok dall’Anac e respinge le critiche dell’ex sindaco Francesco Aiello a proposito della continuità con il sistema della doppia attività e della doppia fatturazione, richiamando una norma vigente dal 1970 che fa divieto ai commissionarti, ai mandatari e agli astatori di esercitare per conto proprio il commercio dei prodotti sia nel mercato che fuori. La norma c’è. Su ciò sono tutti d’accordo, ma Aiello ritiene che il bando non modifichi una prassi consolidata di violazione di tale norma. I commissari invece si.

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