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Un arsenale, con armi da guerra pronte a sparare e migliaia di munizioni, nel garage di chi gestisce uno dei box del mercato ortofrutticolo di Vittoria. E’ la notizia inquietante di ieri: l’arresto di un ragioniere di 27 anni, incensurato, e del padre, 51 anni, bracciante agricolo, anch’egli incensurato. Che ci facevano tutte quelle armi con il colpo in canna? E dove, quando e contro chi, eventualmente, sono state usate? Il seguito delle indagini, in corso, potrà dare altre risposte, ma intanto Francesco Aiello, ex sindaco di Vittoria, scrive al ministro dell’Interno Matteo Salvini e denuncia: “Il box era stato già oggetto di una denuncia alla magistratura e alla guardia di finanza da parte di privati operatori ed era stato assegnato a personaggi vicini agli ambienti municipali, nonostante fosse stata precedentemente segnalata la presenza nel box di esponenti del vecchio clan “Mammasantissima”, il clan – sottolinea Aiello - che aveva tentato la mia eliminazione fisica alla fine degli anni ‘90, per come emerge dagli atti processuali contro i suoi esponenti. A fronte di tutto ciò e nonostante la scoperta, a suo tempo, di cointeressenze mascherate, ma visibili e deducibili, all’interno della gestione del box 56, tutto rimaneva lasciato in essere, come rimase inascoltata la nostra richiesta di accesso al mercato, ricorda Aiello. “Il box 56 è uno scrigno denso di riferimenti alla melmosità della condizione del mercato (ma anche delle azioni collegate al trasporto dei rifiuti solidi urbani) in alcune fasi della vita amministrativa a Vittoria. Qui si strutturarono e saldarono gli accordi affaristici politici ed elettorali per interferire sulle vicende amministrative e per bloccare – rileva Aiello - la mia elezione a sindaco di Vittoria. “La scoperta del deposito di armi pronte a sparare da parte delle forze dell’ordine è stata preziosa, ma sul box 56 i fari erano stati accesi in maniera diretta e chiara dalla politica cittadina, quella che non nega l’esistenza delle mafie e della rete delle connessioni esistenti tra i vari nuclei di interesse speculativo e mafioso che hanno avvelenato la vita civile a Vittoria. Noi lo avevamo detto nei comizi, segnalato e scritto. Invano. Questo tassello è un punto chiave di un sistema inquinato che ha portato alla degenerazione gran parte della politica vittoriese”.

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