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Sicilia avvolta nel fuoco. Ieri giornata drammatica con oltre 12 focolai d’incendio. Panico e fuggi fuggi tra i bagnanti dalla spiaggia alla Plaia di Catania. A centinaia, tra cui quaranta bambini, sono rimasti intrappolati e messi in salvo via mare con i gommoni e imbarcazioni dei corpi di polizia. Emergenza da allarme rosso al punto che ieri sera per novanta minuti sono stati sospesi i voli nell’aeroporto di Catania per consentire il flusso aereo dei canadair impegnati nello spegnimento delle fiamme. Il Lido Europa è andato completamente distrutto All’origine probabilmente cumuli di sterpaglie di terreni privati o una dannosissima cicca di sigaretta lanciata lungo l’asse dei Servizi. Il fuoco è stato però fortemente alimentato dal vento di scirocco che ieri soffiava su tutta la Sicilia orientale. Altro focolaio d’incendio nella zona del Boschetto della Plaia che ha minacciato un distributore di carburanti. Per molte ore, fino a tarda sera, i vigili del fuoco hanno invitato le persone a rimanere sulla battigia e a non tentare di rientrare a casa per tenere libere le vie di accesso ai mezzi di soccorso e visto che le fiamme erano presenti anche sulla strada. I pompieri hanno attivato un piano di recupero delle persone in difficoltà, con mezzi navali e con gli elicotteri. Ad alimentare i roghi le condizioni meteo proibitive: temperature altissime e vento forte che soffia verso il mare che, ipotizzano i vigili del fuoco, hanno sicuramente generato e alimentato fenomeni di “spotting”, ovvero di proiezione di faville incandescenti anche a grandi distanze, dalla vegetazione che bruciava dalla parte opposta della strada. Ma sono stati molteplici in tutta l’isola i fronti del fuoco al punto che il presidente della Regione Musumeci ha parlato di una mano criminale che si muoverebbe dietro i roghi.   Nel Siracusano distrutta dalle fiamme una parte della riserva naturale orientata Saline di Priolo al punto che l’intera spiaggia è stata evacuata in tutta fretta. Allarme tra gli ambientalisti e i difensori della natura e di tutti gli esseri viventi. Nella riserva ci sono 453 coppie di fenicotteri nidificanti che, per il quinto anno consecutivo, hanno scelto questo come unico sito in Sicilia. Le coppie sono cinquanta in più rispetto allo scorso anno, adesso si teme per la barriera di denso fumo nero che continua a invadere l'intera area. Allarme altissimo anche in Sicilia occidentale per i tanti incendi fra il palermitano e il trapanese. A San Vito Lo Capo evacuato un villaggio turistico aggredito dalle fiamme. C’erano 750 ospiti. E intanto ieri era attesa la certificazione antimafia da parte delle due imprese che si sono aggiudicate la fornitura di otto elicotteri antincendio alla Regione. Negli uffici del comando del corpo forestale, dirigenti e funzionari erano alle prese con l'esame di una documentazione attesa da settimane. Attenzione rivolta alle certificazioni antimafia di Helixcom e E+S Air, le due società che si sono aggiudicate in tandem la fornitura.  E a distanza di oltre tre settimane dal decreto di aggiudicazione, i mezzi non hanno mai preso il volo. Le eliche sono rimaste ferme in attesa di segnali dalle prefetture di Caltanissetta e Salerno per la situazione delle due società in merito agli eventuali rischi di infiltrazione da parte della criminalità organizzata. Un vaglio necessario quando si tratta di appalti pubblici. Alla fine il vaglio è arrivato sia per Helixcom, che risultava già iscritta nella white list di Caltanissetta, che per E+S Air, la cui istanza sul sito della prefettura risulta ancora in attesa di valutazione. Ma l’iter non è ancora completo. Da avviare c'è anche l'interazione con l'Enac (l'ente nazionale per l'aviazione civile) che dovrà dare il proprio via libera su una serie di aspetti, a partire dalle basi da cui gli elicotteri dovranno partire per spegnere gli incendi. Sono dieci, nessuna nel Ragusano. La più vicina è a Buscemi.

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