giuseppemineomessina

 

Rimane in stato di detenzione, agli arresti domiciliari, Giuseppe Mineo, docente di diritto privato dell’Università di Catania, arrestato a Scicli, dove vive da anni, il 4 luglio scorso con l’imputazione di corruzione in atti giudiziari. Reato che è accusato di avere commesso nell’attività di giudice del Cga, il consiglio di giustizia amministrativa che in Sicilia esercita la giurisdizione amministrativa d’appello in luogo del Consiglio di Stato. Lo ha deciso il tribunale di Messina competente nel filone d’inchiesta sul cosiddetto sistema Siracusa nell’ambito del quale è maturato l’arresto nei confronti dell’ex giudice da anni residente a Scicli dove è noto per la sua attività pubblica, sia dal punto di vista professionale che politico, e per essere il marito della comandante della locale polizia municipale. I giudici, oltre a rigettare l’istanza di revoca della misura cautelare nei confronti di Mineo, hanno respinto anche quella della difesa di Denis Verdini che ha eccepito la competenza del foro peloritano, chiedendo di essere giudicato a Roma. Verdini è accusato di illecito finanziamento dei partiti in relazione alla somma di 300 mila euro incassata in cambio del suo impegno a fare inserire dal governo ren zi il nome di Mineo nella lista di candidati al Consiglio di Stato. Impegno in effetti mantenuto perché Mineo, in scadenza nel mandato nel Cga, fu effettivamente inserito nella lista approntata da palazzo Chigi, ma poi il suo nome fu bocciato in seguito al rilievo di un precedente disciplinare per il ritardo con il quale Mineo aveva depositato le sentenze. Quei 300 mila euro giunsero a Verdini dal cosiddetto sistema-Siracusa che ruotava sugli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore arrestati quando si scoprì che a Siracusa erano le leve di un sistema che corrompeva magistrati per ottenere sentenze su misura, in genere favorevoli agli interessi economici di alcuni imprenditori vicini. All’interno di questa rete ricadono i fatti per i quali Mineo da oltre sei mesi è agli arresti. E’ accusato di essersi fatto corrompere con somme di danaro nel confezionare una sentenza favorevole ad una famiglia di imprenditori in un contenzioso con il Comune di Siracusa e con la Soprintendenza. Prossima udienza a Messina il 14 febbario.

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