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Il lungo pomeriggio siciliano di Matteo Salvini ha offerto una fugace apparizione non prevista a Comiso, complice l’aeroporto dove il ministro dell’interno è atterrato e da dove è ripartito. Del resto le mete più importanti e annunciate erano a  Mineo e Caltagirone, sedi più vicine a Comiso che a Catania. Al Pio la Torre Salvini è stato accolto dal sindaco Mariarita Schembari che gli ha parlato proprio dello scalo, della difficile situazione in cui si trova, del rischio chiusura che lo ha investito e del fatto che ora l’unica via salvezza sono i soldi della Sac di Catania. Salvini, per quanto il suo dicastero non abbia competenze né funzioni sul problema, si è detto disponibile e ciò ha indotto il sindaco a fare dichiarazioni di ottimismo. Salvini ha poi inaugurato la nuova sede del commissariato di polizia di Caltagirone, parlando di dati positivi per la sicurezza, e ha affrontato poi la tappa di Mineo. Qui, come annunciato, al grido – provocatorio - di “prima gli italiani” lo hanno accolto molti contestatori che lamentano la perdita dei posti di lavoro conseguente alla chiusura del centro di accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo. Ma la chiusura è un risultato sul quale Salvini ha scommesso e che indossa come una medaglia anche se, ironia della sorte e della storia, ad inaugurarlo, otto anni fa, in pompa magna, fu un ministro leghista, Roberto Maroni. Salvini è chiaro, questo business va chiuso: non ci vuole un genio per capire che le assunzioni non venivano fatte per merito. E il riferimento è all’inchiesta di Mafia capitale sul business del Cara che proprio ieri vedeva un’udienza in cui, tra gli altri, è imputato l’ex sottosegretario dei governi Letta, Renzi e Gentiloni, Giuseppe Castiglione. Ma lo sciopero dei penalisti ha fatto saltare l’udienza programmata. A Mineo ci sono una cinquantina di persone a rappresentare al ministro gli effetti negativi della scelta: si va dalla difesa dei posti di lavoro a striscioni e lenzuola che pungono il ministro, come quello con la scritta: io sto con Carola e Alex, porti aperti”.

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