reddito

 

Mentre l’Italia si prepara a scoprire il reddito di cittadinanza e a valutarne gli effetti e l’impatto e mentre, al Sud, soprattutto, in tanti cercano di capire se e quale assegno riusciranno a percepire, in Sicilia scoppia il caso del reddito d’inclusione destinato alla moglie del capomafia di Corleone. La domanda fu presentata lo scorso 23 novembre, pochi giorni prima delle elezioni, quando la commissione prefettizia insediata in seguito allo scioglimento per mafia, non poteva più esaminarla. E un funzionario zelante dal Servizio sociale del Comune ha addirittura telefonato alla richiedente, Maria Maniscalco, moglie di Rosario Lo Bue, per informarla che la domanda non era corretta, perché era stato inserito nel nucleo familiare il marito, attualmente detenuto. Così la donna ha presentato una seconda istanza”. Il sindaco Nicolò Nicolosi, eletto proprio a fine novembre, ha bloccato la procedura e annunciato l’apertura di un’indagine interna. “Sorge spontaneo il dubbio che la famiglia di un mafioso non sia proprio nullatenente”, ha detto. In passato la figlia di Totò Riina aveva chiesto il bonus bebè ai commissari che amministravano il Comune di Corleone, sciolto per mafia, i quali opposero un secco no.

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