ragusa catania

 

Il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli ieri a Palermo ha affrontato vari temi. Noi gli abbiamo chiesto della Ragusa-Catania e questa è stata la sua risposta. Risposta concisa, anche troppo. E stride il contrasto fra la nettezza e la pienezza delle rassicurazioni e la mancanza di riferimenti agli elementi di fatto sui quali quel risultato così ambizioso può essere costruito. In ogni caso, le parole del ministro vanno prese sul serio e, semmai, ricondotte al vaglio dei fatti. Del resto proprio Toninelli ha annunciato sviluppi positivi in tempi brevi, comunque entro l’11 luglio quando tornerà a riunirsi il Cipe. E in quella sede tutto dovrà venire alla luce in maniera chiara e documentata. Nei giorni scorsi la tensione era salita, lungo il sentiero stretto in cui si ritrova l’iter del progetto della Ragusa-Catania   Mentre ieri Toninelli incontrava Falcone, i sindaci del Ragusano, del Siracusano e del Catanese alzavano i toni della protesta, per due fattori: la richiesta di fatti dopo l’annuncio che l’opera si farà con i soldi pubblici e negli stessi tempi previsti con lo strumento del projet financing; e la spiegazione del diniego opposto dal governo, e quindi dal dicastero delle infrastrutture e trasporti, all’accesso agli atti chiesto proprio dai sindaci e ora decisi a fare ricorso al Tar. I sindaci nel corso dell’ultimo incontro con il presidente della Regione Musumeci, il vicepresidente Armao e l’assessore Falcone, oltre che del diniego all’accesso agli atti hanno saputo che non ci sarebbe stato alcuno sviluppo dopo l’informativa con cui il ministro Toninelli durante l’ultima riunione del Cipe dello scorso maggio, aveva indicato come unica strada percorribile quella della acquisizione del progetto da parte dell’Anas. E inoltre in quella sede alcuni indiscrezioni alimentarono l’idea che le parti sarebbero ben lontane dal trovare una intesa. Cosa che sta all’estremo opposto di quanto, proprio ieri Toninelli ha assicurato. Da parte sua la Regione ha confermato il proprio contributo per ridurre i futuri pedaggi, impegnandosi al contempo a trasformare la delibera adottata in legge regionale. Ma tutto ciò è stato solo uno dei temi affrontati ieri, peraltro in un clima surreale di tensione, dopo che, dal palco del comizio di sabato scorso a Palermo, in piazza Verdi, il presidente della Regione Musumeci definì il ministro una calamità naturale. In evidenza il dossier complessivo sulle strade siciliane, poi rimandato ad un incontro oggi a Roma in cui Toninelli si attende che Musumeci indichi un nome per la nomina commissariale e poi quello sull’accoglienza. Qui le distanze - tra il ministro a 5 stelle, che in proposito è sintonizzato sulla linea Salvini, e Musumeci, che di Salvini si definisce alleato – sono veramente impercettibili o nulle.

 

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