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Anziché prendersi cura delle persone anziane e ammalate, alle quali dovevano assicurare assistenza, le insultavano, deridevano, umiliavano, usando anche violenze fisiche, con schiaffi, spinte, strattonamenti. Arrestate tre donne che operavano dentro una casa di riposo, Villa Marta, in via Cupoletti a Ragusa. E’ stata una segnalazione giunta dai vicini che sentivano le urla a fare scattare le indagini. Videocamere e microspie hanno monitorato a lungo quanto accadeva nella casa di riposo. Ecco alcuni esempi dalla sequenza delle immagini girate dalla polizia con la trascrizione delle frasi pronunciate dalle tre donne verso gli anziani assistiti. Al termine delle indagini la procura ha chiesto, e il giudice ha disposto le misure cautelari nei confronti delle tre donne, che hanno 31, 41 e 62 anni. Le misure sono state necessarie per interrompere un modus operandi violento e inaccettabile, in danno di persone che avevano bisogno, e anche il diritto, di essere curate e assistite nel rispetto delle norme e con tutta la sensibilità e la diligenza necessarie. Molto vasto il campionario delle violenze, fisiche e psicologiche. Accadeva che persone incapaci di muoversi chiedessero aiuto durante la notte per andare in bagno e venissero ignorate. E in questo caso l’indomani mattina la risposta delle operatrici era di insultarle per avere disturbato il loro sonno. E in un caso, due delle indagate, commentando tra di loro la notte appena trascorsa, si auguravano la morte dell’assistita. Le donne sono state arrestate in esecuzione della misura cautelare disposta dal gip con l’applicazione degli arresti domiciliari. Dopo l’arresto per una di loro la misura cautelare è stata convertita nell’obbligo di firma in Questura, per la minore gravità degli episodi a lei contestati.  La polizia, a conclusione dell’operazione, ha voluto sottolineare l’importanza decisiva del contributo dato dai cittadini che hanno segnalato le urla che provenivano dalla casa di riposo.

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