panarello loris

 

E’ arrivata a mezzogiorno ed è stata portata direttamente in aula. Veronica Panarello, condannata per l’assassinio del proprio figlioletto, Loris, di 8 anni,  imputata per calunnia nei confronti del suocero Andrea Stival, deve essere giudicata dal Tribunale di Ragusa. Quando fu condannata dalla Corte d’Assise d’Appello per l’omicidio, Veronica, in aula aveva minacciato il suocero che lei ha accusato di essere stato suo complice nell’omicidio del piccolo, al fine di nascondere una loro relazione sessuale. Nell’aula la Panarello aveva urlato “Sei contento? E’ tutta colpa tua, ma ti ammazzo con le mie mani. Quando esco…”. La scena era stata anche ripresa dalle telecamere. In quel caso la Corte d’assise d’appello di Catania confermò la sentenza di primo grado, del 17 ottobre del 2016, emessa dal Gup di Ragusa Andrea Reale, nei confronti della donna, accusata di avere ucciso il 29 novembre del 2014, il figlio Loris di 8 anni. Lo avrebbe strangolato, nella loro casa di Santa Croce Camerina, nel Ragusano, con delle fascette di plastica e poi avrebbe gettato il corpicino in un canalone, in contrada Mulino Vecchio. Intanto, sull’omicidio Veronica Panarello ha fatto ricorso in Cassazione, su dieci punti. Eccoli: l’elemento soggettivo del reato e la presunta contraddizione della sentenza che parla di dolo d’impeto, ma anche di pianificazione con il sopralluogo di Veronica Panarello; l’assenza di movente; la capacità di intendere e di volere dell’imputata. Il legale di Veronica, Villardita, sostiene di avere nel ricorso contestato l’illogicità di tutta la sentenza. Nello specifico, oltre alla ricostruzione del delitto, si censura il fatto che non siano state concesse le attenuanti, che non sia stata riconosciuta a Veronica Panarello l’incapacità di  intendere e di volere. Contestate anche le due ordinanze con le quali la Corte d’Assise d’Appello ha rigettato la richieste di una nuova perizia psichiatrica e del confronto con il suocero Andrea Stival.

Pin It