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Da questa notte oltre 50 Carabinieri della Compagnia di Ragusa, supportati dai Carabinieri “Cacciatori di Sicilia”, dalle unità cinofile e dal Nucleo Elicotteri, stanno conducendo un’operazione di polizia giudiziaria che ha permesso di ricostruire la rete e gli intrecci della criminalità iblea nel sempre florido settore della vendita di sostanze stupefacenti. 10 le persone arrestate (di nazionalità italiana, albanese, tunisina ed algerina) di un’età compresa tra i 20 e 60 anni, destinatarie del provvedimento cautelare emesso dal GIP del Tribunale di Ragusa, su richiesta della Procura della Repubblica.

L’indagine da cui deriva l’operazione di polizia giudiziaria, è stata denominata “COUNTRY HIDE”, proprio perché l’attività di monitoraggio si è concentrata principalmente sulle zone rurali, ove gli indagati ritenevano, erroneamente, di poter agire indisturbati e lontano da controlli ed interferenze da parte delle Forze dell’Ordine.

Durante l’indagine è stato possibile dunque, raccogliere elementi indiziari tali da poter acclarare l’esistenza di una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti di diverse tipologie, dalla marijuana all’hashish, dalla cocaina all’eroina. Nel corso delle operazioni di controllo, monitoraggio ed osservazione è stato possibile addivenire anche ad una serie di furti commessi da alcuni degli indagati perpetrati sia all’interno delle aziende agricole, sia negli impianti serricoli.

Sin dai primi accertamenti sono stati individuati i luoghi principali in cui si concretizzavano lo smercio di sostanze stupefacenti ed i furti nelle serre.

L’attività d’indagine ha consentito di accertare numerosissimi episodi di spaccio, per lo più avvenuti nelle zone rurali ma talvolta anche nel centro abitato. Gli stupefacenti sul mercato erano disparati: dalla marijuana, all’hashish, sino ad arrivare alla cocaina ed all’eroina. I contatti tra gli acquirenti e gli spacciatori avvenivano spesso attraverso un incontro diretto. L’acquirente dunque si recava direttamente presso i predetti luoghi di smercio per avanzare la richiesta di stupefacente ed ottenerlo immediatamente. Altre volte invece, per i “clienti di fiducia”, era lo spacciatore ad effettuare la consegna “a domicilio”. Ciò consentiva ai Carabinieri non solo di ricostruire la rete criminale operante e le strategie utilizzate, ma anche di sequestrare ingenti quantitativi di stupefacente, di trarre in arresto diversi soggetti in flagranza di reato, nonché di segnalare alla locale Prefettura molti giovani acquirenti per l’uso personale. Inoltre, è stata rinvenuta un’importante somma di denaro, 6.675,00 euro, la cui provenienza è apparsa sin da subito ingiustificata e quindi sequestrata in quanto ritenuta provento dell’attività illecita di spaccio di stupefacenti atteso che i coniugi non esercitavano alcuna attività lavorativa. A tal proposito sono stati effettuati specifici accertamenti patrimoniali, che hanno consentito di comprovare la sproporzione tra la capacità reddituale dell’indagato e le sue possidenze patrimoniali e, in particolare, all’immobile suddetto che non trova giustificazione alcuna se non in una illecita accumulazione di risorse economiche derivante dall’attività delittuosa. Infatti, la villetta a due piani si presenta, come accertato in quell’occasione, completamente ristrutturata, con annessa veranda, ampio giardino con fontana, terreno agricolo e provvista di un’ampia piscina, tutte condizioni certamente incompatibili con la capacità reddituale espressa dall’indagato e dal suo nucleo familiare. Per tali motivi la villetta, a seguito dell’odierna operazione, è stata sottoposta a sequestro preventivo

La denominazione dell’operazione di Polizia Giudiziaria “COUNTRY HIDE” trae dunque origine dalla circostanza che il fattore comune a tutti gli indagati fosse la campagna e il suo utilizzo quale luogo sicuro e protetto dove poter mettere in atto le condotte delittuose senza essere sottoposti a controlli.

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