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Un’altra casa a luci rosse scoperta e chiusa dalla polizia a Ragusa, nel centro storico, in via Elia, a pochi metri da corso Italia.

Nessun reato accertato, l’unica certezza è l’esercizio della prostituzione che in quella casa avveniva regolarmente, in questo caso da parte di due donne sudamericane ma, secondo una prassi in uso, l’avvicendamento è frequente.

Importanti però i profili di possibile favoreggiamento e sfruttamento. L’irruzione della polizia è scaturita dalla segnalazione dei vicini di casa, infastiditi dal continuo via vai di clienti alcuni dei quali, non di rado, durante la ricerca, finivano per bussare, o addirittura entrare, in altre abitazioni. In proposito la Questura rileva come “Ragusa continui ad essere una città virtuosa in ordine alla sicurezza “partecipata”; il cittadino prende parte alle attività di controllo preventivo e repressivo con segnalazioni accurate e precise”.

Di grande rilievo, rispetto ad una libera scelta di prostituirsi da parte delle persone interessate, è il contesto di possibili forme di favoreggiamento o, addirittura, di sfruttamento.

I prezzi degli affitti sono molto alti e i proprietari ne ricavano un vantaggio economico abnorme: chiedono 400 euro a settimana per una casa che normalmente verrebbe affittata ad appena 300 euro al mese, ovvero un quarto.

I proprietari sono sempre al corrente dell’attività degli affittuari anche se fingono il contrario e, comunque, anche se qualche volta non dovessero saperlo, solitamente vengono avvisati dai vicini i quali si guardano bene dall’informare la polizia, almeno fino a quando il canone concordato viene regolarmente pagato.

I precedenti sono numerosi proprio a Ragusa e l’attività della squadra mobile è rivolta principalmente all’individuazione di eventuali indici di sfruttamento dell’attività di prostituzione facendo emergere il tutto dall’ascolto di chi si prostituisce. Difficilmente vi è un’attività di sfruttamento, più spesso vi sono condizioni di favoreggiamento da parte dei proprietari di casa o di veri e propri “agenti” pronti a trovare clienti.

Molto vario il tariffario delle prestazioni, da 30 a 500 euro in base alla tipologia. Qualche giorno fa i vicini di casa delle due donne sudamericane si sono stancati di essere importunati dai clienti che si sono spinti pure ad entrare dentro casa loro per trovare le ragazze, pertanto hanno avvisato la squadra mobile. Cliente e prostitute sono stati condotti negli uffici della Questura.

Il proprietario della casa, a dire dei residenti già più volte avvisato di quanto accadesse, è stato diffidato. L’uomo, fingendo di essere ignaro di quanto accadesse in casa sua, ha provveduto ad allontanare le due donne, considerato il fatto che non avevano titolo per dimorare avendo il locatario sub affittato l’immobile. Come ormai è consuetudine le donne che si prostituiscono sono itineranti, cambiano città ogni 20 giorni circa, così da attirare ancora più clienti che cercano incontri sempre diversi trovando la pubblicità su siti internet specializzati. Sono stati avvitai, come di consueto, accertamenti fiscali per appurare la regolarità dei documenti esibiti ed il pagamento delle imposte di registro.

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