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A seguito della disposizione dell’Aifa –Agenzia Italiana del farmaco - che ha disposto il divieto d’uso di una serie di farmaci con il principio attivo ranitidina, con il conseguente ritiro dal mercato, ha immediatamente provveduto di sospendere l’utilizzo dei farmaci interessati al ritiro. Il motivo di tale disposizione è il ritrovamento di un impurezza denominata “nitrosodimetilammina” (NDMA), potenzialmente cancerogena, nel principio attivo. A distanza di pochi giorni dalla prima comunicazione, la lista dei farmaci a base di ranitidina ritirati si allunga: i lotti banditi dall'Aifa passano da 195 a oltre 500, fra cui 13 di Buscopan Antiacido da 75 mg con scadenza il 1° maggio 2021. Ne risultano anche 34 di Zantac tra compresse, fiale e sciroppo.  In questi casi le autorità sanitarie operano secondo il principio di precauzione, che prevede di ridurre al minimo i rischi per il paziente, limitando l’esposizione alla sostanza potenzialmente dannosa.

Se sei in trattamento con un medicinale a base di ranitidina che ti è stato prescritto dal tuo medico, non sospendere il trattamento, ma consulta il medico il primo possibile. Potrai concordare con lui un trattamento alternativo.

NDMA è una sostanza chimica organica che si genera come sottoprodotto di numerosi processi industriali. È inoltre presente a livelli molto bassi nelle forniture d’acqua e in alcuni alimenti, in particolare quelli cotti, affumicati o stagionati. Non sono attesi danni, quando ingerita in quantità molto basse. Non si attende un rischio acuto per il paziente che abbia già assunto medicinali contenenti ranitidina. 

 

SERVIZIO TG --> https://youtu.be/up8ZxesWKco

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