OPERA_PIA.jpg

 

Il Comune decide di affittare per nove anni i locali dell’Opera Pia in via Matteotti (un tempo sede del corso di laurea in giurisprudenza) e scoppia il putiferio. Per il M5S è il pagamento di una cambiale elettorale da parte del sindaco Peppe Cassì ad un suo grande elettore. La risposta? Ci vediamo in tribunale.

Ma ecco i fatti.

Annunciato l’affitto dell’immobile, i consiglieri del M5S osservano:  “sembrerebbe che nella nostra città manchino palazzi ed edifici per creare i centri commerciali naturali. Però, non è così. E il sindaco cosa fa? Decide di affittare un immobile per nove anni che, per di più, intende ristrutturare, quindi impegnando ulteriori risorse della comunità. E il tutto quando, ad appena due passi, insiste un edificio di proprietà, quello dell’ex biblioteca, che potrebbe essere senz’altro adattato allo scopo, senza quindi che l’ente di palazzo dell’Aquila spenda soldi per le locazioni. E per di più, il progetto della casa delle associazioni, previsto al Carmine, ormai quasi completo, è stato inspiegabilmente interrotto. La domanda, perciò, sorge spontanea: quante cambiali elettorali dovranno continuare a pagare i cittadini ragusani per il successo ottenuto da Cassì alle amministrative nel giugno 2018?”.

“L’immobile è di proprietà dell’opera Pia collegio di Maria Addolorata Felicia Schininà – hanno fatto osservare i cinque consiglieri Zaara Federico, Sergio Firrincieli, Antonio Tringali, Giovanni Gurrieri e Alessandro Antoci - è presieduta da uno dei principali sponsor politici di Cassì alle scorse elezioni amministrative. Quindi? Tutto chiaro. Volete che non si pensi che questa operazione, soprattutto alla luce del fatto che proprio in zona insistono altri edifici, per di più di proprietà comunale, che si sarebbero potuti adattare alla bisogna, non sia stata fatta per ringraziare lo sponsor in questione del sostegno ricevuto da Cassì per le elezioni?”.

Quindi la stoccata finale: “legittimo che il sindaco si sdebiti, ma non lo faccia con i soldi del Comune e, soprattutto, non lo faccia impegnando la collettività ragusana a sostenere ulteriori spese e risorse economiche che potrebbero essere evitate”.

La risposta di Cassì è un annuncio di querela, a parte l’appellativo di imbecille che affibia ai consiglieri che hanno criticato la sua scelta. IL sindaco la mette così: mi accusate di voto di scambio, che è un reato. Faccio querela e così vediamo se io ho commesso voto di scambio o voi diffamazione.

Ma chi sarebbe il grande elettore al quale, secondo i cinque stelle, Cassì avrebbe pagato la cambiale elettorale?

Eccolo vergare un comunicato di risposta: Franco Antoci, ex sindaco, ex deputato alla Camera ed ex presidente della Provincia ed ora presidente dell’Opera Pia: accusa i cinque stelle di disinformazione e malafede.

Quale vantaggio – si chiede Antoci - ne trarrei io, presidente in scadenza, che ha amministrato a titolo gratuito, pur con grande fatica visto che l’ente non ha alcun dipendente e deve amministrare un grande patrimonio immobiliare?

Il canone d’affitto dei locali, dal quale verranno detratte le spese di ristrutturazione che saranno sostenute dal Comune e che andrà versato alla tesoreria dell’ente, servirà – chiarisce Antoci - per mantenere il pregevole complesso e la Chiesa della Badia e per i fini istituzionali dell’Opera pia. Se il Comune prenderà i locali, un favore lo farà, ma alla nostra comunità, che vuol vedere rifiorire il centro storico, oramai abbandonato e morente”.

Quindi la stoccata finale al M5S la cui amministrazione ha designato la metà dei consiglieri dell’Opera Pia e che nulla ha fatto per il centro storico: “non ha speso un centesimo per i locali comunali in disuso, in particolare l’ex biblioteca di cui ora si parla, ha insabbiato – conclude Antoci - il riuso del teatro della Concordia, non ha saputo spendere i soldi già stanziati per la sistemazione della via Roma oltre il corso Italia e non ha operato perché venissero rimosse le norme penalizzanti del piano particolareggiato circa gli accorpamenti e le ristrutturazioni totali”.

Pin It