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A palazzo dell’Aquila la trasparenza non è di casa. Se neanche ad un consigliere comunale vengono forniti gli atti, facile immaginare che sorte avrebbe la richiesta di un semplice cittadino. A denunciare il problema è Mario D’Asta, consigliere comunale del Pd, il quale nell’ultima seduta del consiglio comunale ha protestato, annunciando il ritiro dell’interrogazione che doveva discutere, perché i documenti richiesti sono arrivati oltre due mesi dopo dalla presentazione dell’istanza.

L’interrogazione, avente per oggetto “Controlli ambientali delle acque del litorale ibleo”, è rimasta lettera morta in aula proprio per la scelta del consigliere di non affrontare l’argomento in segno di protesta contro la violazione del regolamento.

D’Asta aveva presentato la richiesta di accesso agli atti alla fine del mese di giugno, per ottenere ulteriori chiarimenti rispetto all’interrogazione in questione ma la risposta è arrivata, due mesi dopo, la mattina stessa del giorno in cui si sarebbe tenuta, nel pomeriggio, la seduta del consiglio comunale. Quindi, senza nessuna possibilità di approfondire il tema.

“Un atteggiamento assurdo” denuncia D’Asta che ha chiesto al nuovo segretario generale di fare rispettare il regolamento.

Non è questione di qualche giorno, cosa possibile quando si tratta di un’istanza articolata. Qui ci sono voluti due mesi e ciò ha vanificato e svuotato l’esercizio dei poteri ispettivi e di vigilanza dei consiglieri comunali. E ci sono altre richieste con ritardi di un mese, di dieci e quindici giorni. Come il caso delle tre liste di lavoratori operanti, per conto del Comune, in tre settori diversi della città. Non è possibile che,

così come in altri casi, il rispetto delle regole sia diventato un fatto arbitrario.

D’Asta fa appello infine, oltre che al segretario generale, al presidente del consiglio comunale e al sindaco affinché comprendano qual è il meccanismo che si inceppa e si intervenga di conseguenza. Questa è una battaglia di tutti i consiglieri, non ci possono essere maggioranza e opposizione sui principi di trasparenza e sull’esercizio delle prerogative democratiche che sono a presidio degli interessi della città e non di una parte”.

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