terremotiblao

 

Da Catania a Modica i morti furono più di 60 mila. In alcune città, come Catania, perse la vita l’80 per cento della popolazione, 16 mila persone su 20 mila abitanti. Cinque mila vittime a Ragusa, più di metà della popolazione; 3500 a Modica. Quello di 326 anni fa risulta il più forte evento sismico avvenuto negli ultimi 1000 anni nell’intero territorio nazionale. Inoltre, per vastità dell’area colpita, numero di vittime e gravità degli effetti provocati, è tra i terremoti maggiormente distruttivi della storia sismica italiana; inoltre riveste un’importanza enorme per la colossale e problematica opera di ricostruzione e di riedificazione che modificò radicalmente l’intera rete insediativa di una ampia parte della Sicilia. Il terremoto colpì un territorio vastissimo in due riprese, con due violentissime scosse avvenute a distanza di due giorni. Il primo forte evento il 9 gennaio 1693 attorno alle ore 21:00, le 4.30 secondo l’uso orario “all’italiana” in vigore all’epoca. Raggiunse un’intensità epicentrale valutabile tra i gradi 8 e 9 della Scala Mercalli. I danni furono gravissimi in centri come Augusta, Avola (l’attuale Avola Vecchia), Noto (l’attuale Noto Antica), Floridia e Melilli, dove crollarono molti edifici. Gravi danni e crolli interessarono anche Catania e Lentini. Il secondo terremoto l’11 gennaio alle ore 13:30 (circa le 21 secondo l’orario “all’italiana” in vigore all’epoca) ed ebbe effetti veramente catastrofici. Solo l’area dei danni più gravi risultò estesa per oltre 14.000 kmq, che venne completamente devastato. Tutta la Sicilia orientale fu gravemente colpita. Le distruzioni più gravi si ebbero nella zona sud-orientale della Sicilia e interessarono i territori corrispondenti alle attuali province di Catania, Siracusa e Ragusa. Tutti i centri del Val di Noto furono praticamente rasi al suolo: tra questi, solo per citarne alcuni, Ragusa, Modica, Noto. Crolli e danni a Vittoria e Comiso.  Il terremoto ebbe un forte impatto anche sull’ambiente naturale. In molte località della Sicilia orientale si aprirono fenditure nel terreno dalle quali, in molti casi, furono segnalate fuoriuscite di gas o di acque calde e altri materiali fluidi. Nel territorio ibleo, dove si ebbero i massimi effetti, ci furono frane e smottamenti, che in alcuni casi sbarrarono e ostruirono corsi d’acqua portando alla formazione di nuovi invasi. Tutto il periodo sismico fu, inoltre, accompagnato da un’intensa attività dell’Etna. Rilevanti gli effetti del maremoto. La scossa dell’11 gennaio generò ondate di tsunami che investirono varie località della costa orientale della Sicilia Il periodo sismico fu lungo e intenso: le repliche, 1500 circa, alcune anche di forte intensità, furono avvertite per oltre 3 anni, almeno fino all’aprile 1696, e misero a durissima prova la capacità di resistenza dei sopravvissuti. Un terremoto ancora oggi ben presente nella memoria ma anche nella coscienza di tutti. Le nostre città, il barocco che rappresenta la caratteristica distintiva di Ragusa, Modica, Scicli, Ispica, Noto è il prodotto di quella ricostruzione.

fShare
1013
Pin It