ARICò

 

Dichiarazioni false, un curriculum taroccato, ma soprattutto commissari compiacenti. Ci sarebbe questo e molto di più negli atti di un concorso per l’incarico di primario di chirurgia all’ospedale Civile di Ragusa, vinto E tra gli indagati c’è l’allora direttore generale Maurizio Aricò, coinvolto in altre inchieste che attengono sempre alla gestione dell’azienda sanitaria iblea, soprattutto in riferimento allo smantellamento dei vecchi ospedali e al loro trasferimento nel nuovo. Il procedimento aperto è in fase di conclusione delle indagini preliminari. Le ipotesi di reato contestate sono falso ideologico e abuso d’ufficio in concorso. Gli indagati sarebbero sette. E tra questi i componenti la commissione che sarebbe responsabile di valutazioni sbagliate e compiute, anche con punteggi gonfiati, per favorire il candidato vincitore, nonostante le palesi anomalie della documentazione. La direzione aziendale avrebbe poi avallato tali falsità, validando gli atti e procedendo alla nomina..  Per esempio il candidato chirurgo, poi divenuto primario, avrebbe dichiarato nel suo curriculum di essere stato contemporaneamente in più città italiane ed estere per svolgere corsi post universitari, e dottorati di ricerca. Insomma il candidato avrebbe avuto il dono dell’ubiquità. Tant’è che i riscontri eseguiti dalla guardia di Finanza hanno accertato la falsità delle dichiarazioni. Tra gli indagati, oltre all’ex manager dell’ASP, Maurizio Aricò, il suo direttore sanitario aziendale, i tre componenti la commissione, la segretaria di commissione e il chirurgo. Fra le altre anomalie anche il fatto che uno dei componenti la commissione, scelto dall’elenco ministeriale, non fosse primario di un reparto di chirurgia, ma di senologia. Il vincitore – secondo gli inquirenti – avrebbe ottenuto punteggi superiori agli altri candidati pur non avendo titoli superiori.

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