ragusa polizia cattura banda spaccate 410

 

Hanno puntato decisamente sullo sconto di pena gli imputati accusati di essere stati gli autori di quella serie di furti con sfondamento di vetrine e saracinesche dei negozi. Una specialità criminale che creò grave allarme anche per la modalità particolarmente violenta e devastante dei furti che alle vittime infliggevano non solo il danno corrispondente al bottino, ma conseguenze ben più gravi per effetto della distruzione delle vetrine, nonché delle attrezzature interne, degli arredi e della merce stessa. Il che spesso impediva la ripresa immediata dell’attività. Gli appartenenti alla banda, tutti giovani vittoriesi, furono arrestati al termine di indagini particolarmente complesse che hanno prodotto prove schiaccianti. E al processo la partita si è presentata agevole dal punto di vista giudiziario. Gli imputati hanno optato per il patteggiamento o per il rito abbreviato, riti che, in entrambi i casi, comportano un consistente risparmio di pena. Paolo Scafidi, 37 anni, ha patteggiato un anno e 8 mesi di reclusione e 800 euro di multa. Salvatore Bulbo, 25 anni, ha patteggiato 3 anni e 550 euro di multa. Altri 3 imputati hanno chiesto ed ottenuto di poter essere giudicati con il rito abbreviato: sono Kevin Lo Monaco e Gabriele Meli. Per Mahmoud Moussa è stato accolto il rito abbreviato ma subordinatamente all’audizione di un teste, ritenuto evidentemente importante ai fini della configurazione delle responsabilità La vicenda dei furti con spaccata seminò il panico e tanti danni nel territorio ibleo poco più di un anno fa. Furono almeno una trentina, di cui 8 in una sola notte, i colpi compiuti sul territorio ibleo da parte della banda prima di finire in manette: i ladri rubavano auto vecchie e robuste con sistemi di sicurezza obsoleti e le usavano come “ariete” per sfondare gli infissi di vetro o le saracinesche di negozi da svaligiare. Gli inquirenti contestarono alla banda spaccate, furti di auto e rapine: addirittura 8 colpi in una notte sola, spesso per accaparrarsi pochi spiccioli a fronte di ingenti danni alle strutture commerciali, pari anche a 20.000 euro soltanto per ripristinare gli infissi. La base operativa era Vittoria e alcuni dei componenti della banda, nonostante si trovassero agli arresti domiciliari, uscivano lo stesso di casa per commettere i furti. Ora le prime sentenze, di patteggiamento della pena o di condanna, con sanzioni non certo esemplari per la gravità dei fatti ma i riti alternativi fanno risparmiare tempo e danaro allo Stato e gli imputati sono ricompensati

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