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L’istanza al tribunale della libertà di Catania per chiedere la scarcerazione di Sergio Palumbo è stata presentata questa mattina.

A depositarla il difensore dell’indagato, Gianluca Nobile. Entro cinque giorni la Procura di Ragusa dovrà quindi inviare tutta la documentazione al Riesame che la prossima settimana dovrà pronunciarsi.

Sergio Palumbo si trova rinchiuso nel carcere di Caltagirone nell’apposita sezione protetta per i crimini sessuali.

E’ questo il posto adatto a Sergio Palumbo, accusato di essere uno stupratore seriale dopo le due aggressioni per le quali è stato arrestato e per la prima anche condannato, sia pure, ancora, solo dal tribunale e quindi con sentenza non definitiva. Anche perché il suo difensore ha impugnato la sentenza, ma non si hanno ancora notizie della fissazione dell’udienza d’appello.

Il fine dell’istanza è la remissione in libertà, anche se spesso questo ricorso serve a conoscere direttamente gli elementi probatori in mano all’accusa.

Ma la sola idea della presentazione dell’istanza sta facendo discutere, pur nel riconoscimento pacifico dell’inderogabile diritto costituzionale alla difesa.

E nel dibattito interviene l’ex sindaco di Vittoria Francesco Aiello un cui post, probabilmente frainteso sui social, ne ha determinato l’arruolamento tra gli iper-giustizialisti, mentre il senso delle sue parole andava in senso contrario, verso la necessità di conoscere e capire meglio ogni aspetto della vicenda.

“Non ho mai messo in dubbio – chiarisce l’ex sindaco - il diritto alla difesa, né il ruolo dell’avvocato difensore dell’arrestato per violenza e stupro. Ho solo evidenziato evidenti distorsioni nella informazione sui fatti accaduti che non aiutano a capire tante cose. In questa prospettiva mi sono chiesto e chiedo quali siano le motivazioni che stanno alla base della richiesta di scarcerazione, al fine di potere comprendere meglio e appieno la dinamica del fattaccio. Non era una critica al ruolo ma una richiesta di chiarezza per consentire a tutti di valutare meglio le cose. Credo che il magistrato opererà in conformità alla legge, non ho il minimo dubbio. Se ci sono cose da correggere esse riguardano la norma e non le decisioni assunte dal magistrato; e penso sia così anche in ordine ai precedenti giudiziari dell’indagato. Probabilmente il mio post è stato interpretato male. L’espressione “Come si fa a chiedere la libertà per Palumbo?” non è stata da me mai scritta. Concordo con il presidente della camera penale Michele Sbezzi che l’avvocato difensore non debba difendersi da nulla. Ho chiesto solo che in questo momento sarebbe positivo e producente se comunicasse all’opinione pubblica, che ha il diritto di sapere, le ragioni che sostengono l’istanza al tribunale della libertà”. Fin qui Aiello.

E si discute ancora della condizione di libertà in cui si trovava Sergio Palumbo il 2 settembre scorso, quando, di notte – secondo la ricostruzione degli investigatori -  fermò l’auto condotta da una giovane donna la quale, sola, stava tornando, con i resti della torta sul sedile, dopo una festa di compleanno a casa di amici. Riuscì a fermarla mettendosi al centro della carreggiata e fingendo, disperato, di avere bisogno d’aiuto. Quindi le violenze, con rapina e minacce di morte, affinché la vittima non denunciasse. Palumbo è un pregiudicato. Già arrestato e condannato per furto in alcune villette a Scoglitti, usufruì in tale processo del beneficio della sospensione condizionale della pena. Eppure questo precedente non gli impedì di trascorrere solo quattro giorni in cella e pochi mesi ai domiciliari prima di essere rimesso in libertà dopo la sentenza di condanna a 4 anni e 8 mesi di reclusione per la violenza sessuale, anche quella con rapina, compiuta in modo quasi analogo lo scorso anno.

Quei giorni quattro in carcere e quei pochi mesi trascorsi ai domiciliari non sono stati l’esecuzione della pena perché la condanna a 4 anni e 8 mesi è provvisoria e quindi non può essere eseguita: in proposito si attende il giudizio d’appello. Quelle misure detentive hanno avuto solo natura cautelare e quindi anche la loro durata è stata commisurata a questa fattispecie del codice penale.

In questo nuovo procedimento Palumbo è accusato di sequestro di persona, violenza sessuale e rapina.    

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