squadra mobile ragusa sbarco

 

Anche tra i migranti sbarcati martedì a Pozzallo c’erano scafisti a bordo, così come avvenuto in occasione dei due precedenti di giugno, il 7 e il 30. La polizia ha sottoposto a fermo un presunto scafista tunisino, indicato dai migranti come colui che ha condotto la piccola imbarcazione di legno partita dalla Tunisia con 47 migranti poi fatti sbarcare a Pozzallo. 1.500 euro in media sono stati pagati dai migranti per il viaggio della speranza. Agli organizzatori tunisini sono andati 70.000 euro per portare il gruppo in territorio europeo. Tutti i migranti richiedenti asilo sono stati fotosegnalati dalla polizia scientifica della questura di Ragusa ed a breve verranno trasferiti secondo il piano di riparto della prefettura iblea. Il questore di Ragusa Salvatore La Rosa ha ordinato il respingimento di 22 tunisini, con accompagnamento coatto nei centri per il respingimento, dove verrà curata la successiva espulsione in Tunisia. In manette anche 2 tunisini già espulsi dall’Italia che hanno tentato un reingresso irregolare, sempre via mare. I 2 soggetti erano già stati arrestati più volte in Italia per spaccio di sostanze stupefacenti, porto d’armi ed oggetti atti ad offendere e invasione di terreni ed edifici. Lo sbarco di martedì scorso ha fatto suonare un campanello d’allarme perché dopo la stasi nei primi cinque mesi dell’anno, tra giugno e luglio ne sono tati registrati tre, per complessivi 151 migranti. Nulla a che vedere con lo scorso anno quando gli arrivi sono stati complessivamente 3800 e 38 gli arresti di presunti scafisti. Ma successivamente le cose sono cambiate e ora si teme un ritorno al passato. Molto critico il sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna verso le politiche del governo centrale: legalità e accoglienza devono andare di pari passo. Nessuna delle due, senza l’altra, può garantire una corretta gestione del fenomeno

 

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