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Bandiere blu sul litorale di Ispica, di Pozzallo e di Ragusa. Ma non di Modica le cui spiagge, peraltro – Marina di Modica e, soprattutto, Maganuco, sono vicinissime a quelle di Pozzallo. Un fallimento, soprattutto alla luce degli annunci roboanti che indicavano l’importanza dell’obiettivo e la necessità, oltre che la capacità, di raggiungerlo. E ora a chiedere spiegazioni alla giunta-Abbate è Marcello Medica, consigliere comunale del M5S il quale ricorda l’annuncio di agosto scorso, le assicurazioni sulla presentazione della documentazione necessaria e, tra ottobre e novembre, un programma di incontri romani dell’assessore all’ecologia Pietro Lorefice e del referente tecnico Dario Modica che avrebbe portato al Comune di Modica il riconoscimento tanto ambito. Inutile ricordare – osserva Medica - che “la ‘Bandiera Blu’, come dichiarato a suo tempo dal referente tecnico Dario Modica rappresenta, per una frazione balneare, un piccolo mini piano regolatore della sostenibilità ambientale in quanto, oltre a porre attenzione agli importanti dati legati alla qualità delle acque, analizza il comportamento del Comune nei confronti dell’ambiente in generale, come le iniziative poste in essere nel campo della sostenibilità ambientale, del turismo, della gestione dei rifiuti, dei servizi ai disabili e tanto altro”. Sono ben trentatré i punti da rispettare per l’ottenimento di questo prestigioso riconoscimento, così come previsto dal programma Bandiera blu Italia: dalla presenza del personale di salvataggio, alla pulizia della spiaggia, dai servizi igienici ai punti di raccolta differenziata, dalla regolarità degli impianti di depurazione alla qualità delle acque, due dei punti maggiormente critici. Medica chiede quindi il perché del fallimento: quali sono state le criticità, all’interno del protocollo sui trentatré punti, tra i quali quello sulla qualità delle acque?.

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