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Scene di violenza inaudita che hanno indignato e angosciato l’Italia. Violenza cinica e gratuita ad opera di giovanissimi criminali, minorenni. Scene del tutto simili a quelle che ebbero come protagonisti due giovanissimi criminali, anch’essi minorenni, due anni fa a Modica. Stesso copione. A Manduria, in Puglia, come a Modica, in Sicilia, baby gang all’opera in una turpe azione di violenza contro persone deboli, indifese e incapaci di difendersi. Due pensionati, in entrambi i casi morti in seguito al pestaggio, ai tanti colpi subiti, alle gravi ferite riportate.  Con una sola differenza. Per i fatti di Manduria e per la morte del pensionato aggredito, Antonio Stano, i componenti di quella baby gang assassina sono già in carcere. Per la vile aggressione e l’uccisione di Angelo Partenza, 64 anni, di Modica, i due presunti assassini, imputati di omicidio preterintenzionale, non sono mai andati in carcere e forse non ci andranno mai. Il 15 maggio prossimo infatti il Tribunale dei minori deciderà se accogliere o meno la richiesta della difesa di concedere ai due la messa in prova. In caso positivo, con tanti saluti al processo, all’accertamento delle responsabilità e all’irrogazione della giusta pena. Eppure, come fa rilevare, la sorella di Angelo Partenza,  sono moltissime le affinità con il caso che in questi giorni ha riempito le pagine dei giornali: come Antonio Stano, anche Angelo Partenza era stato preso di mira da un gruppo di “ragazzi”, allora di15 e 16 anni che abitavano nel suo quartiere e non perdevano occasione per infastidirlo; anche lui è stato picchiato senza pietà, e per di più in una piazzetta del paese e in pieno giorno; anche lui per quei calci e pugni è morto. L’hanno trovato senza vita in casa il 3 febbraio 2017, ma prima che il grave ematoma riportato al capo gli fosse fatale, aveva fatto in tempo a recarsi al pronto soccorso dell’ospedale e poi a denunciare i fatti accaduti il precedente 19 gennaio, alla locale stazione dei carabinieri. Partenza parlò di una raffica di colpi ricevuti “come da una mitragliatrice”, facendo i nomi dei responsabili del pestaggio. I sanitari gli avevano riscontrato una brutta frattura della parete anteriore laterale, mediale e superiore del seno mascellare destro, una frattura delle pareti laterale e mediale dell’orbita destra, un enfisema sottocutaneo a livello della regione orbitaria e malare destra e la scoliosi sinistro convessa del setto nasale, a conferma di come le botte si fossero concentrate sulla testa, per una prognosi di 30 giorni salvo complicazioni. Che purtroppo si sarebbero verificate, conducendo l’anziano alla morte. L’autopsia disposta ha accertato che Angelo Partenza è deceduto per “un arresto cardio-respiratorio realizzatosi per compressione clinicamente determinata a causa dell’espansione di un voluminoso ematoma causato dalle lesioni riportate il 19 gennaio 2017”.

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