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Dissesto scongiurato e strada del risanamento finanziario imboccata? Ma che?

A garantire la doppia rassicurante situazione è stato il sindaco di Modica Ignazio Abbate in riferimento alla situazione del Comune che, ormai da oltre sei anni,  amministra.

A non credere affatto che le cose stiano così è Vito D’Antona, ex consigliere comunale ed esponente di Sinistra italiana: proprio in questo periodo – afferma - i cittadini vengono aggiornati sugli ormai costanti e fisiologici ritardi nei pagamenti delle retribuzioni ai dipendenti del Comune e dell’indotto, svelando una realtà lontanissima dalle rassicurazioni del sindaco: due mesi di ritardo negli stipendi e quattro anni nel trattamento accessorio per i dipendenti comunali, quattro mesi per i lavoratori della Spm, tre mesi per i lavoratori dell’Igm e svariati mesi per le cooperative sociali.

 “Alle denunce precise e circostanziate del sindacato ed alle richieste di risposta tempestiva in ordine all’azzeramento dei debiti nei confronti dei lavoratori e delle loro famiglie, Abbate, venendo meno al suo dovere istituzionale – rileva D’Antona -  accusa il sindacato di strumentalizzazione e di “ .. fomentare i lavoratori ..” contro l’amministrazione, invece di incontrare i rappresentanti dei lavoratori e tentare di fornire scadenze certe nei pagamenti di quanto dovuto”.

Per D’Antona “la sottovalutazione costante della gravissima situazione finanziaria e della confusa ed approssimativa gestione finanziaria del Comune che ha caratterizzato in questi anni la politica amministrativa di Abbate non gli consente più di impegnarsi e di rispettare le scadenze, come è già avvenuto due anni fa con i sindacati dei dipendenti. Perfino la giustificazione data da Abbate in ordine di tempo sui ritardi attuali, come riportata dalla stampa (“ .. i lavoratori hanno ragione .. ma le banche hanno trattenuto i mutui e quindi questo ritardo non è contestabile .. “) lascerebbe pensare che l’amministrazione non conosce neppure le somme in scadenza dei propri mutui, che, come tutti sanno, per legge le banche hanno il dovere di trattenere sulle disponibilità di cassa o sulle sue anticipazioni”. A fare male alla città – conclude D’Antona -  sono la superficialità e l’improvvisazione, come è evidente con le entusiastiche dichiarazioni sull’estate modicana e la contemporanea emissione delle bollette dell’acqua, caratterizzate da superficialità e, inspiegabilmente, da innumerevoli richieste infondate di pagamento”.

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