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Ha sconvolto, indignato, fatto arrabbiare, la vicenda, resa nota ieri dalla Polizia di Stato, dell’aggressione, con rapina e violenza sessuale, contro una giovane donna, “colpevole” solo di essere stata una cittadina esemplare e di avere rallentato, alla vista, in piena notte, al centro della carreggiata, di un uomo che chiedeva aiuto e che fingeva di essere in preda al panico per un malore della moglie.

Era tutto falso e la donna è precipitata in un orrore da incubo durato tutta la notte: abusi e violenze sessuali di ogni genere, minacce di morte se avesse denunciato.

La donna, invece, ha denunciato subito. E ciò ha permesso agli investigatori di identificare il criminale autore delle violenze e di inchiodarlo grazie ai riscontri che solo nell’immediato hanno possibilità di successo.

Quell’uomo è Sergio Palumbo, 26 anni, di Vittoria, stupratore seriale.

Ha precedenti per droga ed era stato arrestato due anni fa per una serie di furti in abitazioni e villette a Scoglitti.

Ancora arrestato lo scorso anno per rapina e violenza sessuale. Un raid criminale quasi analogo a quello compiuto la notte di lunedì scorso.

Per quella violenza fu processato e condannato dal tribunale a 4 anni e otto mesi di reclusione. Ma fu posto subito agli arresti domiciliari e dopo pochi mesi la difesa, che ha impugnato la sentenza di primo grado, chiese e ottenne la revoca degli arresti domiciliari in cambio del semplice obbligo di dimora.

Palumbo in pratica era libero.

Fa discutere la leggerezza con cui, visti anche i precedenti penali pregressi, e alla luce di una violenza così grave per la quale era stato condannato a 4 anni e 8 mesi, dopo soli 4 giorni di cella e pochi mesi di arresti domiciliari, sia stato rimesso in libertà.

Sulla base dei precedenti, perfino i domiciliari, concessi subito dopo l’arresto, erano sicuramente una misura inadeguata e insufficiente.

Palumbo ha detto agli agenti che lo hanno arrestato di avere assunto cocaina la sera in cui ha compiuto le violenze. Il dato è al vaglio degli inquirenti che nel frattempo lo hanno sottoposto all’interrogatorio di garanzia. Palumbo però ha scelto di non parlare.

Anche sui social la rabbia, esplosa ieri in migliaia di commenti, non è ancora sopita: contro lo stato di libertà in cui si trovava lo stupratore seriale. Qualcuno si è detto convinto che l’incolpevole vittima non avrebbe dovuto fermarsi dinanzi alla trappola tesa da quell’uomo che chiedeva aiuto.

   

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