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La Rai, il servizio pubblico che ai cittadini costa due miliardi di euro l’anno, spende una parte di questi soldi per oltraggiare Giovanni falcone e Paolo Borsellino ea dare voce a qualcuno di quei cosiddetti cantanti neomelodici che, spesso, da Catania a Napoli, intrattengono rapporti di affari ed interessi con la mafia e la camorra. Lui è Leonardo Zappalà, 19 anni, catanese, in arte Scarface, il nome del mafioso interpretato da Robert de Niro in un noto film Quanto dichiarato a “reality”, nella puntata del 5 giugno scorso in diretta su Raidue, ha provocato indignazione. E nella stessa atrasmissione un altro neomelodico, Nico Pandetta, ha detto candidamente di essersi finanziato il suo primo cd con il ricavato di una rapina. Il tutto in un programma Rai. Il primo a parlare è stato Fabio Trizzino, marito di Lucia Borsellino, la figlia primogenita del magistrato. “Nessuna volontà censoria. Ognuno è libero di sragionare come vuole. Lo garantisce l’articolo 21 della Costituzione. Trovo però alquanto bizzarro – aggiunge – che non ci si sia preoccupati di garantire un contraddittorio. Cosi per spiegare che quegli uomini, per ripristinare la primazia di quelle istituzioni che riconoscono il diritto di parola anche al neomelodico, hanno operato per puro spirito di servizio e con responsabilità. Con l’unica colpa di non girarsi dall’altra parte. Ecco oggi sta tornando di moda questo ‘girarsi dall’altra parte’ per paura, ignoranza, superficialità etc”. “A questo si vuole reagire, per ricordare che tutto fu assai difficile e amaro per Falcone e Borsellino. La loro soddisfazione per i risultati ottenuti – conclude – non fu mai fine a stessa ma un tributo al miglioramento della società. In primis di quella siciliana. Ma si sa, durò poco anche quella! Propongo quindi che la Rai ripari a questa leggerezza facendo confrontare i neo melodici con i tanti ragazzi che invece hanno capito il sacrificio di Falcone e Borsellino. E ce ne sono tantissimi in giro per l’Italia e nel mondo intero”. Poi sono arrivate le scuse dei vertici Rai che Maria Falcone ha apprezzato: è fonte di sollievo che tantissimi italiani si siano indignati davanti alle scellerate parole di un giovane che ha mostrato in diretta tv la sua ignoranza e la sua superficialità, parlando di temi di cui non ha alcuna conoscenza ed esprimendo giudizi su persone che per difendere la sua terra e il suo futuro hanno perso la vita” dice la presidente della fondazione intitolata al giudice Giovanni Falcone, ucciso dalla mafia 27 anni fa. La Rai ritiene indegne le parole pronunciate e fa sapere di avere avviato un'istruttoria per ricostruire tutti i passaggi della vicenda.

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