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Forse non ha sorpreso del tutto, ma fi discutere, genera perplessità nel campo amico e sconvolge il clima politico la svolta leghista di Nello Musumeci, presidente della regione, missino duro e puro dalla prima repubblica fino alla svolta di Fiuggi in era berlusconiana; poi sempre in linea con le evoluzioni più vicine alla tradizione politica post fascista, con qualche venatura autonomistica nell’ultimo decennio e oltre. Ma di autonomistico, o di federalista, la lega di Salvini ha ben poco e la svolta di Diventerà bellissima irrompe sulla scena politica siciliana  e nazionale. Le parole di Musumeci non lasciano adito a dubbi: “un abbraccio a questo nuovo grande progetto targato Lega, federati ma diversi con la diversità sancita proprio nel modo di concepire l’accoglienza ma anche con un occhio alle istanze del Sud e per portare alle urne gli astenuti del meridione”. Quindi l’attacco, duro e diretto,  al M5S  e al ministro delle infrastrutture Toninelli. Tutto è successo nell’atteso e annunciato fine settimana politico siciliano, a Palermo in Piazza Verdi. “Vogliano un progetto per il Sud e solo il centrodestra ce lo può dare, le elezioni europee hanno dimostrato che il centrodestra unito può vincere – dice – la Lega ha il 40 per cento al Nord ma al Sud ha altre percentuali. Io voglio portare i milioni di siciliani che non hanno votato al voto”. Dal palco bordate per il M5S e per la sinistra: “ci hanno lasciato briciole e macerie, stiamo cercando di mettere pezze, risolvere problemi come i 2 miliardi di euro di disavanzo mai giustificati“. “Che Dio ci aiuti” conclude Musumeci, senza il rosario fra le dita. Ma c’è chi si chiede: è solo questo che lo distingue da Salvini? Perplessità per la svolta leghista nel campo del centrodestra, mentre è dura la risposta dei cinque stelle. “Le irricevibili e ormai frequentissime dichiarazioni livorose di Musumeci contro il M5S e il governo nazionale’, si chiede Francesco Cappello, capogruppo all’Ars. figlie legittime della frustrazione dovuta all’inconcludenza del suo governo del nulla, peggiore addirittura di quello che avevamo preventivato. “Le uscite rabbiose di Musumeci – continua Cappello – sono inversamente proporzionali ai risultati del suo disastroso governo. Più mancano i secondi, più aumentano le prime. Qualcuno lo informi, comunque, che per recuperare quella credibilità che ha irrimediabilmente perso, come testimoniano i sondaggi che lo hanno incoronato il peggiore governatore d’Italia, dovrebbe produrre leggi e decreti per risolvere i problemi di milioni di siciliani e non velenose invettive davanti a un centinaio di persone”.

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