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Gli studenti si presentano oggi come i veri interpreti di un autentico sentimento antimafia, libero da ogni carica, anche potenziale, di strumentalizzazione nel dibattito politico.

Almeno in centomila oggi, in ogni città d’Italia, hanno ricordato le vittime delle stragi.

A Palermo ne sono confluiti diversi migliaia, con la nave della legalità (mille e cinquecento partiti da Civitavecchia) e con ogni mezzo da tutte le regioni.

Dopo la cerimonia ufficiale nell’aula bunker dell’Ucciardone, due i cortei: uno proprio da questo luogo simbolo nel quale fu celebrato il primo maxi processo, istruito da Giovanni Falcone, l’altro da via d’Amelio.

Le due manifestazioni si sono congiunte sotto l’albero Falcone, in via Notarbartolo. Qui alle 17.58 un minuto di silenzio per ricordare l’esatto momento dell’esplosione sull’autostrada A29 dove persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo ed i tre agenti della scorta: Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo, Vito Schifani.

Ma questo è anche il giorno dedicato alle vittime dell’altra strage del ’92, quella di via d’Amelio, dove furono uccisi Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta.

I ragazzi hanno sfilato lungo le strade con striscioni nel segno della legalità e della lotta alla mafia.

Il corteo dell’aula bunker si è mosso sulle suggestive note dei ‘100 passi’ e ha portato i ragazzi delle scuole all’Albero della legalità: “Siamo noi la lotta alla mafia, e non ci arrenderemo mai”, hanno gridato. Tra gli striscioni, ‘avete chiuso 5 bocche, ne avete aperte 50 milioni”. In prima fila, la sorella del giudice ucciso, Maria Falcone, e il presidente della Camera, Roberto Fico.

In via D’Amelio, al balcone di casa della famiglia Borsellino una foto della sorella del magistrato, Rita, scomparsa nell’agosto scorso, e uno striscione con la scritta “Il modo migliore per ricordare oggi Paolo è fare memoria, che significa impegnarsi quotidianamente perchè il passato non torni”.

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