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Da vescovo ausiliario di Palermo, al fianco di Corrado Lorefice che lo voleva con se ad imputato per violenza sessuale nei confronti di una suora. Giovanni Salonia, 72 anni, ragusano, una lunga carriera nei frati cappuccini e tanti incarichi di prestigio come formatore e psicoterapeuta, è accusato dalla procura di Roma di avere stuprato una suora. La Procura di Roma ha deciso di chiedere il rinvio a giudizio per il prete, tra i più affermati psicoterapeuti operanti nel mondo ecclesiale, accusato da una suora di violenza sessuale, con l’aggravante per i pm di "avere agito per motivi abietti". Salonia era stato indicato dal Papa come vescovo ausiliario a Palermo, accanto a Lorefice. Ma durò poco. Appena due mesi. Complesso il quadro, tra veleni e misteri, di quella designazione. Perché padre Salonia era stato il protagonista della stagione dei veleni della Chiesa palermitana. "L’investitura era già pronta poi ad un tratto è saltata la promozione – annota il Messaggero, quotidiano romano che per primo riferisce della richiesta di rinvio a giudizio. Papa Francesco cambiò idea. In genere, in Vaticano, queste cose accadono solo davanti a informazioni interne ritenute gravi. In quei giorni Salonia diffondeva una lettera spiegando ai fedeli di aver rinunciato volontariamente all’incarico per non creare problemi al pontefice. Sul frate cappuccino improvvisamente si erano addensate le nubi delle maldicenze, subito dopo che era circolata la notizia della sua nomina, anche sotto forma di lettere anonime con attacchi calunniosi. Alla fine ebbero la meglio le insinuazioni che spinsero Salonia - ufficialmente - a rinunciare all’incarico di vicario dell’arcidiocesi di Palermo attraverso una missiva indirizzata all’arcivescovo Lorefice. Il religioso, ex ministro provinciale dei frati cappuccini a Ragusa, decise di uscire per non esporre il vertice della Chiesa palermitana a gravi imbarazzi. Ma c'è chi sostiene che sia stato il Papa a decidere. Salonia, appartenente all’Ordine dei cappuccini, con alle spalle amicizie importanti, tra cui appunto Corrado Lorefice, si è sempre proclamato innocente. Docente universitario, è autore di numerose pubblicazioni. E' anche psicologo e psicoterapeuta. E proprio in occasione di un incontro con una sorella, in uno studio di Roma, sarebbe avvenuto l'abuso. Questo è quanto ha denunciato la suora. La donna, infatti, sostiene che Salonia l'abbia circuita. Ingannata fino ad "estorcerle" un rapporto sessuale. Il sacerdote avrebbe sfruttato la condizione di debolezza della donna che era in cura proprio perché stava attraversando un momento delicato della sua vita. Il religioso le avrebbe spiegato che i rapporti sessuali facevano parte del percorso terapeutico. Nella veste di psicoterapeuta e, nello stesso tempo, di sacerdote – si legge nel capo di imputazione – Salonia costringeva la sua suora, sua paziente, a compiere e subire atti sessuali" in diversi incontri tra il 2009 e il 2013. L’incidente probatorio, disposto a marzo dal Tribunale, deve avere fugato ogni dubbio al magistrato sulla necessità di un dibattimento per accertare definitivamente i fatti. Se la giustizia italiana avanza, esaminando quanto accaduto per arrivare a una sentenza, la giustizia vaticana sembra essersi inceppata.  I religiosi che avevano denunciato in Vaticano certe anomalie sul frate, venivano messi da parte nelle strutture ecclesiali palermitane, accusati di calunnia. A difesa di Salonia si era mosso anche il ministro della Sicilia dei cappuccini («Le accuse sono infondate e inconsistenti»). A questo punto Papa Francesco ha convocato a Roma il generale dei cappuccini per chiedere provvedimenti su Salonia. Da quel momento sarebbe però iniziata la sua riabilitazione. L’Antonianum, come altre università cattoliche, lo ha chiamato a tenere lezioni e master, la San Paolo gli ha pubblicato un volume (con prefazione del Papa) sulla vita del beato Puglisi.  A mettere a tacere definitivamente tutto è stato un incontro il 15 settembre 2018 a Palermo durante la visita del Papa. Nel palazzo arcivescovile, il vescovo Lorefice ha presentato padre Salonia a Francesco. Un saluto breve con foto di rito, ma sufficiente a garantire al sacerdote una nuova luce. La notizia del rinvio a giudizio in Vaticano annienta quella sceneggiatura.  Tornano le parole pronunciate a febbraio nel corso del summit sugli abusi, ma, in sede penale i fatti vanno accertati caso per caso. E il difensore di Salonia, Pier Paolo Dell’Anno, annuncia già la sua linea difensiva: perché la suora denunciò la presunta violenza quattro anni dopo essere guarita ed avere anzi apprezzato la terapia utilizzata dal religioso?

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