bapr tutela azionisti interrogazione parlamento 500

 

I vertici della Banca Agricola popolare di Ragusa cambiano rotta. Ieri si sono presentati al completo dinanzi al consiglio comunale di Modica e alle centinaia di piccoli azionisti presenti. Il clima è diverso, la scelta del confronto ha allentato la tensione. Il dibattito non ha rivelato niente di nuovo, ma, più di ogni parola pronunciata, la semplice presenza fisica e la disponibilità al confronto hanno modificato il corso della protesta. Mercoledì peraltro i vertici dell’istituto saranno a confronto con il ministero dell’economia dove li attende il sottosegretario Alessio Villarosa che ha già ricevuto i piccoli azionisti e tenterà di concordare un percorso che possa andar bene a tutti. Il problema spinoso sul tavolo è il disagio e la preoccupazione dei risparmiatori che non possono recuperare le loro somme rivendendo alla banca le azioni. In Prefettura intanto è aperto un tavolo che in questo momento sta lavorando alla possibilità di un accesso degli azionisti al fondo di solidarietà per il disinvestimento delle loro azioni Il presidente di Bapr Schininà ha affermato la necessità della trasparenza: azionista e Banca sono un’unica cosa. “Prima – spiegato - la liquidità era pronta e questo era dovuto ad una grande domanda di azioni e ad una scarsità di offerta. Addirittura furono posti dei limiti all’acquisto delle azioni. Oggi ci si trova davanti una necessità che viene regolata da una domanda e da un’offerta: questa la regola del mercato. Le azioni valgono quanto vale la Banca.” Il direttore generale Continella ha annunciato che la Bapr sta procedendo alla redazione di un piano industriale capace di dare in futuro una maggiore solidità. La soluzione non è quella di liquidare il cinque per cento”. Numerosi gli interventi. I piccoli azionisti dei vari comitati apprezzano l’apertura, ma rimangono vigili e mobilitati. Vogliono soltanto i loro soldi

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