Muri a Secco

 

Patrimonio rurale e finalmente patrimonio immateriale dell’Umanità. Ad entrare a far parte della lista dei beni immateriali dell’Unesco sono i “muretti a secco”. Una vera e propria forma d’arte che si tramanda da generazione in generazione. Di straordinaria bellezza, forma e struttura, i muretti a secco, rappresentano uno dei primi esempi di manifattura umana. Con l’introduzione del contratto di enfiteusi, diffuso soprattutto nel ragusano, i grandi latifondi incolti furono affidati a piccoli proprietari impegnati a custodire e coltivare i campi, che mediante la costruzione dei questi muri segnarono la creazione di un metodo nuovo per incorniciare le terre.  Sorti inizialmente come delimitazione, per marcare il confine tra una proprietà a l’altra sono divenuti fondamentali per proteggere le coltivazioni dai pascoli, per difendere le colture dagli agenti atmosferici, per creare recinti per gli animali e soprattutto per arginare eventuali frane provocate da alluvioni o valanghe. Presenti in quasi tutto il territorio italiano, caratterizzano in particolare anche l’altopiano ibleo. Un simbolo di relazione armoniosa fra uomo e natura, un’arte di straordinaria bellezza capace di rendere ancor più caratteristico il nostro territorio.

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