Incendio 2 696x522

 

E’ stata forse una bombola di gas non regolamentare a provocare l’incendio che, mercoledì scorso, è scoppiato in un girarrosto allestito su un camionbar all’interno di un mercatino all’aperto, in quel momento molto affollato di clienti. Sei persone, tra cui due donne incinte sono rimaste gravemente ustionate, tante altre sono ferite. L’attenzione degli inquirenti è rivolta anche ad una seconda bombola trovata deformata e sul punto anch’essa di esplodere. Intanto resta alta l'attenzione nei confronti delle condizioni di salute dei feriti. Quattro di loro si trovano all'ospedale Cannizzaro di Catania. La più grave è una ragazza di 22 anni che, al momento dell'esplosione, era a bordo del furgoncino, a pochi metri dalla bombola. La giovane è nel reparto di rianimazione con ustioni di terzo grado, e in parte di secondo, su circa il 40 per cento del corpo, con la compromissione delle vie respiratorie. Le sue condizioni sono ritenute gravi, la prognosi resta riservata.  Nella terapia intensiva del Centro ustioni del nosocomio etneo, invece, si trovano due donne: di 51 e di 62 anni. La prima ha ustioni di secondo e terzo grado sul 45 per cento del corpo, la seconda ustioni di terzo grado sul 15 per cento della superficie corporea. In terapia semi-intensiva, invece, il 44enne titolare del furgoncino. L'uomo ha riportato ustioni di secondo e terzo grado sul 15 per cento del corpo. Per tutti loro la prognosi resta riservata.  Le altre due persone maggiormente colpite dallo scoppio avvenuto ieri mattina in via Madonna del Rosario - una donna di 32 anni incinta all'ottavo mese e un adolescente; la prima cliente del girarrosto, il secondo un giovane collaboratore del titolare - si trovano ricoverati all'ospedale Civico di Palermo. La donna ha riportato ustioni di primo, secondo e terzo grado al viso, braccia e petto ma non è in pericolo di vita. Il feto, invece, non ha riportato conseguenze. Altre persone ferite in maniera più lieve si trovano negli ospedali di Caltanissetta e Gela. 

 

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