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Il sito è ancora attivo, pronto a decantare la bellezza dell’offerta di servizi esclusivi, tra suite super stellate, ristorazione di alta qualità, benessere con attrezzatissime spa e, ovviamente, golf experience, con target dei più rinomati circuiti internazionali. Ma il Donnafugata Resort è fallito. La sentenza del Tribunale di Ragusa è del maggio scorso anche se vive ancora la speranza che la mega struttura possa avere continuità. Entro domani, nello studio del notaio delegato potranno essere presentate le offerte per l’affitto d’azienda. E’ questa la sola possibilità che la struttura non chiuda, ma dipenderà dalla congruità delle offerte e dall’esistenza delle condizioni di mercato per cui i fattori che hanno portato al fallimento possano essere neutralizzati dal nuovo gestore. A rischio ovviamente anche l’occupazione degli operatori finora impegnati: 45 in tutti di cui 8 a tempo pieno e 37 a tempo parziale verticale. Anche questo aspetto è di grande rilievo sociale, ma colpisce oggi la fine ingloriosa di una struttura la cui volontà costruttiva fu strombazzata con annunci roboanti che sembrava dovessero distillare colate d’oro e di ricchezza diffusa nel territorio. In effetti furono sollevati molti dubbi, ci furono scontri e polemiche per la resistenza del movimento ambientalista sui costi, per esempio in termini di risorse idriche e di impatto ambientale, ma gli interessi in campo erano forti ed ebbero la meglio. Ora resta da capire se per il territorio ibleo quel megaprogetto calato dall’alto sia stato un buon affare oppure no.

  

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