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La Sicilia orientale è abituata a convivere con le eruzioni e le piogge laviche dell’Etna, ma, a distanza, c’è anche lo Stromboli – il vulcano dalla cui tipicità deriva la qualificazione scientifica di “stromboliana”, appunto – a tenere in ansia. Di grande impatto e terrificanti le due esplosioni di ieri che hanno causato la morte del 35enne Massimo Imbesi e almeno tre feriti nella frazione di Ginostra, oltre a  tanta paura tra abitanti e turisti sull’isola. L’isola è coperta da detriti e pomice nera: uno strato alto alcuni centimetri. Fino a stamane sono stati al lavoro vigili del fuoco e canadair per spegnere gli ultimi focolai provocati dalla violenta eruzione del vulcano con il lancio di lapilli lavici incandescenti che hanno innescato il fuoco tra la vegetazione e i canneti. Gli aerei stanno operando snelle zone meno accessibili dell’isola dell’arcipelago delle Eolie, già meta di turisti di ogni provenienza, anche dalle varie province siciliane. La Protezione civile regionale siciliana ha disposto lo stazionamento alla fonda di Stromboli di una nave militare e di una nave privata a scopo precauzionale per interventi di soccorso e per una eventuale evacuazione dell’isola. Tutto ha avuto inizio con due violente esplosioni di quelle che caratterizzano il vulcano Stromboli, ma con un’energia maggiore del solito. Anzi “tra le più forti mai registrate da quando è attivo il sistema di monitoraggio del vulcano, cioè dal 1985”. Così Stromboli ha seminato paura, fuoco e morte sull’isola, con due colate laviche scese dalla Sciara del fuoco dirette a mare, e causato il decesso di un turista che stava facendo un’escursione a Punta del Corvo, un sentiero libero di Ginostra. L’uomo forse è stato colpito da qualche masso lavico o è caduto o è rimasto vittima di uno dei tanti incendi causati dai lapilli incandescenti che sono caduti su canneti e arbusti appiccando il fuoco anche a quote non alte, e facendo fuggire la gente. C’è stato chi ha cercato riparo in casa, chi si è buttato in mare per paura dei roghi. Chi è caduto, precipitando, come due escursionisti per il cui salvataggio sono stati impegnati i vigili del fuoco con un elicottero. E chi ha potuto, se aveva una barca o un amico o un conoscente con un natante, si è allontanato. Scene di panico su uno dei vulcani più sorvegliati, in mare e nelle sue ‘viscere’, ma incontrollabile. Viste dal mare sono sembrate le immagini di un film sulle catastrofi naturali, con un denso fumo scuro che ha ricoperto buona parte dell’isola dell’arcipelago delle E intanto la scorsa notte una scossa di terremoto di magnitudo 2.9 è stata registrata, alle 2:5,1 in provincia di Caltanissetta. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, il sisma ha avuto ipocentro a 38 km di profondità. Non si segnalano danni a persone o cose. Parecchie sono state le scosse di terremoto in varie aree della Sicilia nelle ultime settimane anche se gli eventi, secondo gli esperti, sono scollegati fra loro.

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