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La Vittoria Mercati, con il suo carico di veleni e polemiche, denunce e accesso agli atti, agita la vita politica e amministrativa di Vittoria. A lanciare accuse e a fare domande, soprattutto l’ex sindaco Francesco Aiello. Ma di rilievo è la dichiarazione resa in un virgolettato dal presidente della commissione straordinaria Filippo Dispenza: io la Vittoria mercati la volevo chiudere. Io. Solo io. Mi è stato spiegato però che non si poteva fare perché svolgeva attività essenziali e di supporto al mercato ortofrutticolo. Se qualcuno sostiene il contrario sono pronto a querelarlo, aggiunge Dispenza. In effetti nessuno ha osato spingersi nel segreto dei suoi pensieri a cui sono seguiti atti che sono andati in direzione opposta. Con le motivazioni che Dispenza ha spiegato, dopo avere fatto la confidenza sui suoi segreti intendimenti poi abbandonati. Ma intanto il caso è tutt’altro che chiuso. Ancora Aiello rilancia: avallare le vergogne della “Vittoria Mercati”, negare ai cittadini gli atti relativi della contabilità Emaia, nominare direttori in clandestinità, senza pubblicare gli atti relativi o darne comunicazione, approvare articoli dello statuto già approvati dall’amministrazione sciolta, negare l’esistenza di verbali già approvati nel 2017, ignorare pareri motivati del segretario generale, glissare sui conflitti di interessi mastodontici interni alla gestione e al controllo di “Vittoria Mercati”, è orribile e disdicevole e non trova riscontro negli ultimi 400 anni di vita amministrativa della città. La “Vittoria Mercati” – rileva Aiello - opera in condizione di opacità e di negazioni.  Va cancellata, perchè non corrisponde ai requisiti di legge e per il covo di contraddizioni che esprime. Nomi e organigrammi – osserva Aiello - spostati come pedine funzionali. Verità nascoste alla valutazione pubblica. Considerazioni che richiamano i fatti denunciati nei giorni scorsi e sui quali Dispenza annuncia nuove querele. Tra i vari aspetti segnalati, c’era il caso dell’ex segretario generale Antonello Fortuna licenziato dal Comune dopo essersi opposto alla delibera sulla Vittoria mercati. Fortuna nell’esprimere la sua valutazione negativa ripercorreva la normativa, analizzando l’andamento della gestione della società e scrivendo ai commissari: il mantenimento della partecipazione vi porrebbe in contrasto con l’art. 20 del testo unico delle società partecipate. In proposito Fortuna si richiamava all’analoga posizione assunta dal ministero dell’economia e delle finanze che il 29 maggio 2018 aveva comunicato, in riferimento alla Vittoria mercati, che il mantenimento di tale partecipazione comunale fosse in contrasto con lo stesso testo unico delle partecipate. Peraltro il Comune di Vittoria aveva provato a respingere la contestazione del ministero ammettendo che il fatturato era stato al disotto della soglia, ma promettendo che in futuro sarebbe cresciuto. Immediata anche in questo caso la risposta del ministero: osservazioni non pertinenti. La legge impone di accertare la reale situazione contabile della società alla data del 23 settembre 2016. A nulla valgono i buoni propositi per il futuro. Insomma il Comune doveva abbandonare quella partecipazione. Su questa linea l’allora segretario generale che non diede il proprio assenso. E successivamente fu licenziato. Oggi comunque Dispenza fa sapere che lui la Vittoria mercati avrebbe voluto chiuderla

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