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Sono stati molto numerosi i fedeli che, durante la giornata di ieri, hanno voluto rinnovare il proprio patto di devozione con San Biagio, patrono di Comiso. Durante la festa liturgica, nella rettoria sono state celebrate ben nove messe. Nove occasioni, dunque, nel corso della giornata, per consentire a centinaia e centinaia di devoti di prendere posto all’interno dell’edificio di culto, assistendo alle celebrazioni in onore del vescovo martire. A conclusione di ogni messa, è seguito il rito della benedizione della gola compiuto dai sacerdoti, il rettore, il sacerdote Innocenzo Mascali, e il canonico, il sacerdote Angelo Strada, come da immemore tradizione, con due candele incrociate. Un rito significativo e simbolico che i fedeli hanno animato in numero consistente. Il momento liturgico, dunque, è perfettamente riuscito. Il martire Biagio è ritenuto dalla tradizione vescovo della comunità di Sebaste in Armenia al tempo della "pax" costantiniana. Il suo martirio, avvenuto intorno al 316, è perciò spiegato dagli storici con una persecuzione locale dovuta ai contrasti tra l'occidentale Costantino e l'orientale Licinio. Nell'VIII secolo alcuni armeni portarono le reliquie a Maratea (Potenza). Avendo guarito miracolosamente un bimbo cui si era conficcata una lisca in gola, è invocato come protettore per i mali di quella parte del corpo. San Biagio è venerato in diverse città della diocesi di Ragusa ed è patrono, oltre che della città di Comiso, anche di quella di Acate. Confcommercio provinciale Ragusa con il presidente Gianluca Manenti e Confcommercio cittadina con il presidente Orazio Nannaro, decidendo di mettere in rilievo il significato della festa per la città di Comiso, si sono occupati di sostenere la comunicazione all’esterno, e quindi nei confronti di tutti i fedeli, delle iniziative riguardanti le celebrazioni in questione.

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