DONNEMOSTRAOMISO

 

Nell’arte la donna ha sempre trovato il posto che le spetta. Anche nei secoli più bui delle leggi oppressive e discriminatorie e della coscienza comune che l’ha degradata anche ad oggetto, le forme espressive della poesia, della letteratura, del teatro, della pittura, della scultura non l’hanno mai oscurata nella sua identità.  Da Artemisia Gentileschi, a Frida Kalho, a Tamara Lempicka, solo per citare i più emblematici casi di scuola. L’esempio di Artemisia ha una sua forza intrinseca perché il dipinto “Giuditta che decapita Oloferne” rappresenta probabilmente la reazione ad uno stupro subito. Ed esattamente quattro secoli dopo ci immette nella cruda attualità del nostro tempo. Ecco perché la mostra “La donna nell’arte”, promossa a Comiso dall’associazione culturale Areteinsieme e  inaugurata subito dopo l’8 marzo scorso, ha saputo offrire un messaggio forte dal respiro lungo. Nella sala Pietro Palazzo opere di sette artiste. Dipinti di Rosetta Giombarresi, figlia d’arte, Serenella Guzzo, Emilia La Rocca, Stella Meli, Beatrice Nicosia, Irene Ricordo e creazioni artigianali di Michela Lo Turco.

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