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Comiso in festa in occasione del giorno dedicato al proprio Patrono, San Biagio Vescovo martire, era venerato nella città casmenea già nel terzo secolo ed era stato scelto come patrono della comunità nel settimo secolo. La memoria liturgica è stata ricordata proprio ieri, in attesa della seconda domenica di Luglio, data in cui solennemente si celebrerà la festa esterna, corredati dai magnifici fuochi d’artificio, “famosi” in tutta la provincia. La devozione è tanta tra i fedeli. Tanti i miracoli che si narrano avvenuti per sua intercessione anche in vita. San Biagio viene ricordato per la guarigione, avvenuta durante il periodo della sua prigionia, di un ragazzo da una lisca di pesce conficcata nella trachea. Tutt’oggi, infatti, il Santo lo si invoca per i “mali alla gola”. Proprio a ricordo di tale miracolo viene concessa una speciale benedizione alle “gole” dei fedeli, impartita incrociando due candele. L’11 gennaio ricorre la giornata di ringraziamento al santo per aver attenuato gli effetti del terremoto del 1693. Il culto di San Biagio è legato alla presenza di una comunità bizantina nei pressi del quartiere di Abraxia’s dell’antica Comiso. La costruzione della chiesa risale al 1500. Edificata sui resti di una preesistente chiesa basilide del III – IV secolo. Tanti i devoti non solo nella città casmenea; anche a Vittoria il culto per il Santo era ed è molto sentito soprattutto nel quartiere di “San Milasi” nel cuore della città storica che prende il nome dal Santo e dalla chiesa, San Milasi, oggi Santa Rita, cuore della comunità.

foto Salvo Inghilterra

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