addolorata

 

Il fercolo ligneo della beata vergine maria addolorata ha ritrovato la sua identità originaria. Tipica del secondo ‘700, anche se l’opera fu realizzata qualche decennio dopo, nel primo ‘800 quando il culto dell’Addolorata si impose come uno dei momenti più importanti e seguiti nella devozione religiosa. C’era grande attesa per la presentazione, avvenuta sabato, del restauro del fercolo della Madonna Addolorata e dell’altare del Crocifisso, custoditi nella parrocchia Chiesa Madre Santa Maria delle Stelle di Comiso. Sabato scorso, l’apertura straordinaria della nicchia che custodisce i simulacri del crocifisso e della beata vergine. Un’emozione palpitante per i fedeli, comunque un fatto storico di grande rilievo per tutti. Il culto dell'Addolorata, insieme a quello della passione di Gesù, è il più diffuso in tutto il mondo, in particolar modo in Italia, in Spagna e in America Latina. E nel nostro paese, la Sicilia è tra le regioni che sente maggiormente la ricorrenza. A Comiso una consolidata tradizione ne fa uno degli eventi più importanti sotto il profilo religioso, culturale e sociale. La festa è preceduta da una intensa settimana di preparazione in chiesa con il tradizionale "settenario", momento di grande pathos, in cui si declama un testo dialettale di origine antichissima composto da sette strofe e che parla dei sette dolori della Vergine.

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