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Questa volta più che rabbia, indignazione e denuncia contro i vizi di un sistema che sembra concepito per ciniche speculazioni, siamo in presenza di un appello – accorato e dignitoso – all’acquirente di una casa all’asta. Che non è una persona qualunque ma un ministro di culto.

E della famiglia che ha perso la casa fanno parte due coniugi anziani uno dei quali invalido e una delle figlie con una bimba di sei anni.

Quando, tra nove giorni, lunedì 23 settembre, quando l’ufficiale giudiziario busserà alla porta, non sanno dove andare rivolge un appello.

“La nostra casa costruita con tanti sacrifici dai nostri genitori è stata venduta all’asta ed acquistata, il 29 maggio scorso, da un nostro concittadino, Biagio Catalano, pastore della chiesa evangelica pentecostale “Parola della Grazia” di Comiso. Nell’immediatezza del fatto, alcuni giorni dopo – racconta la famiglia -  l’acquirente si era detto dispiaciuto di aver acquistato la nostra casa, ci ha detto di non sapere che la casa acquistata all’asta fosse la nostra ed aveva manifestato la volontà di permettere il riacquisto ad un nostro familiare, dietro il pagamento di quanto da lui versato, spese giudiziarie ed oneri procuratori inclusi.

“All’inizio di agosto – raccontano in un appello pubblico le tre figlie dell’anziana coppia, Noemi, Elisa e Clara Rollo, grazie al sostegno della Diocesi di Ragusa, alla disponibilità di vari enti, associazioni e istituti bancari, abbiamo potuto avere la disponibilità della somma che poteva permetterci il riacquisto della casa. Ma, a quel punto, l’acquirente ha preferito fare una scelta diversa, asserendo che il tempo trascorso (poco più di due mesi) era stato troppo lungo rispetto alle sue esigenze. In tanti, in questi giorni, ci hanno espresso solidarietà ed hanno provato ad aiutarci. Molte persone di Comiso ed esponenti di varie chiese evangeliche ci sono stati vicini. Ma la situazione non cambia. Ci dicono che il 23 settembre 2019 l’ufficiale giudiziario arriverà a casa nostra e la dovremo lasciare per sempre. Ma in quella casa abita nostro padre, disabile, affetto da varie patologie croniche invalidanti, e mia madre, entrambi avanti negli anni. Ma vive lì anche la loro figlia, Elisa, con una bimba di 6 anni. Non abbiamo alternative. Non sappiamo dove andare. Facciamo ancora una volta appello al pastore Biagio Catalano, alla sua comunità “La Parola della Grazia” di Comiso, all’apostolo Lirio Porrello, al vertice del network delle chiese Parola della Grazia in Italia, ai membri delle loro comunità. Facciamo appello a voi, al vostro cuore di cristiani, perché non si consumi, a nostro danno, questa ingiustizia. Nel rispetto delle leggi, e pur sapendo che la procedura esecutiva contro di noi è stata formalmente e sostanzialmente corretta, chiediamo di ravvedervi e di non scrivere questa pagina brutta e dolorosa. Chiediamo a Biagio Catalano – è l’appello finale - di non metterci sulla strada. Se desisterà dal suo intento e tornerà sui passi della sua disponibilità di consentire il riacquisto della casa da parte di un nostro familiare, avrà la nostra infinita gratitudine”.

 

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