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Ci sono voluti due giorni di consiglio comunale ed un capolavoro di incompetenza amministrativa perché la Giunta 
Schembari, rappresentata dall’Assessore al Bilancio Manuela Pepi e sostenuta da una maggioranza presentatasi senza i numeri per garantire autonomamente la validità della seduta consiliare, potesse varare un provvedimento che a nostro avviso è illegittimo e, come tale, suscettibile di causare danno all’erario.

Durante il dibattito consiliare l’Assessore al Bilancio, che dopo aver irriso la competenza dell’opposizione in materia è apparsa per larghi tratti inconsapevole dei basilari meccanismi del tributo in discussione, l’IMU 2020, ha prima difeso, poi corretto e infine ritirato la propria correzione della proposta in votazione, chiedendo il rinvio della seduta per poter rifare tutto da capo, preso atto degli errori macroscopici, dei pareri contrari dei revisori dei conti, della incompatibilità con la normativa vigente in tema di sanzioni tributarie.

Le sanzioni, come ho spiegato e messo a verbale in consiglio comunale, sono coperte da riserva di legge, circostanza ribaditaesplicitamente da una risoluzione, la 5/DF dell’8 giugno, del Ministero delle Finanze, e dunque non possono essere cancellate integralmente da provvedimenti dei consigli comunali. 

Nonostante questo l’Assessore Pepi ha ripresentato, in prosecuzione, il medesimo schema che mantiene le scadenzedell’acconto IMU al 16 giugno e cancella le sanzioni per chi paga entro il 30 settembre autocertificando problemi da Covid-19. 

Sarebbe bastato spostare la scadenza al 30 settembre ma,ignorando il meccanismo dei trasferimenti statali che avrebbero garantito comunque i fondi all’ente, Giunta e Maggioranza hanno incomprensibilmente preferito mantenere la scadenza ed armare un meccanismo di autocertificazione di dubbia legittimità e complessa applicazione destinato a penalizzare i cittadini comisani. Non si sa cosa si debba autocertificare e quanti, a questo punto, possano effettivamente beneficiare dell’agevolazione.

Continueremo la nostra battaglia per difendere e sostenere i più deboli della nostra città cercando di ottenere esenzioni mirate e agevolazioni sostanziose entro il 31 luglio, termine ultimo per intervenire. Intanto attendiamo, in segno di rispetto per Comiso, le dimissioni dell’Assessore al Bilancio, apparsa assolutamente in confusione, incapace di fornire spiegazioni esaurienti e di apportare correzioni persino banali al provvedimento errato, preoccupata più di difendere il proprio operato, ad oggi fallimentare, che di tutelare gli interessi dell’ente e della città.

 

 

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