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Dopo i tre ministri, altri sei siciliani – un vice ministro e cinque sottosegretari – nel governo Conte Due.

E questa volta la pattuglia dei sei è targata tutta Cinque Stelle.

Il vice ministro è Giancarlo Cancelleri, che va alle infrastrutture e trasporti, un dicastero sul quale i cinque stelle – artefici della svolta della Ragusa-Catania a totale finanziamento pubblico - puntavano, essendo stato gestito nel governo precedente da Danilo Toninelli e ora finito in mano Pd.

E Cancelleri crede talmente tanto nella durata di questo governo che si è già dimesso da deputato all’Ars di cui è stato anche vicepresidente, rischiando peraltro di far perdere un seggio al suo gruppo in quanto era entrato in assemblea come secondo candidato a presidente più votato. E non è chiaro, nella formulazione testuale della legge, se sia sostituibile con il primo dei non eletti nel listino collegato. Ci vorrebbe un’interpretazione autentica, come nel precedente di Anna Finocchiaro che rinunciò nel 2008 e le subentrò Bernardo Mattarella, ma in questo caso bisogna prendere in considerazione i candidati non eletti in quanto in molti hanno già conseguito il seggio nelle varie circoscrizioni territoriali.

Una chanche allora potrebbe aprirsi per Vanessa Ferreri che nel listino risultava al quarto posto, dopo Cancelleri, Gianina Ciancio e Salvatore Siragusa, ma sia Ciancio che Siragusa furono eletti nelle loro province, sicchè il posto spetterebbe proprio all’ex deputata di Acate.

Intanto ecco i cinque sottosegretari siciliani: il 38enne palermitano Manlio Di Stefano, lombardo d'adozione, confermato sottosegretario agli Esteri, così come il coetaneo deputato messinese Alessio Villarosa all'Economia; l'altro palermitano Stanislao di Piazza, detto Steni, 62 anni, entra come sottosegretario al Lavoro. All'istruzione, sempre come sottosegretaria, nominata la 37enne siracusana Lucia Azzolina, cresciuta a Floridia dove ha frequentato il liceo per poi laurearsi a Catania in filosofia e trasferirsi al Nord dove ha acquisito una seconda laurea in Giurisprudenza e dove è rimasta a insegnare storia e filosofia. Nell'ultima legislatura ha fatto parte della commissione Cultura alla Camera e di recente ha vinto il concorso per dirigente scolastico

In squadra c'è anche Vito Crimi, pure lui palermitano, cresciuto a Brancaccio ma trasferitosi a Brescia dove poi ha abbracciato il Movimento, venendo eletto parlamentare in Lombardia.

Rimangono fuori i candidati del Pd - Teresa Piccione, Valeria Sudano, Lillo Speziale e Fausto Raciti i nomi che si erano rincorsi - anche se negli ultimi giorni lo scenario delineato era proprio quello che vedeva nessun esponente dem siciliano nella squadra. Fuori Erasmo Palazzotto, non c'è spazio infatti neanche per esponenti siciliani di Leu. Ma anche tra i 5 stelle, un po' a sorpresa, non compaiono i nomi di Francesco D'Uva, messinese e capogruppo alla Camera, né quello di Giorgio Trizzino, senatore ed ex primario dell'ospedale Civico di Palermo, dato per papabile al ministero della Salute.

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