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C’è anche la lanterna semaforo di Scicli e poi ex ristoranti destinatari di ordinanza di demolizione non eseguita, locali un tempo adibiti a bagni pubblici, un mini rifornimento di carburante, e poi ancora una serie di immobili con danni strutturali e spesso oggetto di atti vandalici. Sono i beni demaniali che si trovano a ridosso delle coste siciliane che la Regione vorrebbe provare a mettere a reddito, dandoli in concessione ai privati. Un'operazione prevista nella finanziaria regionale 2018, il cui primo passo è rappresentato dal bando pubblicato dal dipartimento Ambiente. Ad andare in gara sono in tutto 19 immobili. Le concessioni avranno una durata compresa tra sei e cinquant'anni. Tra le attività che sarà possibile realizzare ci sono locali di ristorazione, noleggio di imbarcazioni, centri sportivi e anche stabilimenti balneari, con fronte mare non superiore a cento metri. Il bando, i cui termini scadranno a fine aprile, arriva in una fase in cui quello del demanio marittimo è un tema finito al centro di cronaca e politica. Da una parte l'indagine della Corte dei conti sulla bassa capacità di riscossione dei canoni da parte della Regione, che a ottobre ha portato al sequestro di , dall'altra la questione della mancata regolamentazione dell'uso delle coste con i Comuni che sono indietro nell'approvazione dei piani d'utilizzo del demanio marittimo. In proposito la Regione ha inviato commissari in oltre 60 Comuni - praticamente la metà di quelli che hanno sbocco a mare - per velocizzare gli iter burocratici di uno strumento che per essere approvato.

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