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Un dolore improvviso al petto e ad un braccio, sintomi probabili di un principio d’infarto. Va subito in guardia medica e la prima diagnosi sommaria è quella. Perciò serve un’ambulanza. Ma quella in dotazione ad Acate è guasta da mercoledì scorso. Parte la chiamata al 118 che dispone l’invio di un’ambulanza dal presidio territoriale d’emergenza di Comiso. Nel frattempo i medici tentano le manovre utili per non rendere fatale l’attesa. C’è un defibrillatore ma troppo vecchio e obsoleto perché possa risultare efficace. E prima che l’ambulanza possa arrivare il paziente muore. E’ Vito D’Amanti, 48 anni, maresciallo dell’aeronautica in servizio nella base militare di Sigonella. Poche ore prima aveva disputato una partita di calcetto con degli amici, come di consueto. Ma era già uscito dal campo ed aveva fatto la doccia quando è comparso il malore. Impossibile per il momento stabilire un eventuale nesso di causalità tra la mancata assistenza che sarebbe stata fornita dall’ambulanza attrezzata, se fosse arrivata in tempo, e la morte sopraggiunta proprio nell’attesa. I funerali di Vito D’Amanti saranno celebrati domani alle 15.30 nella chiesa dei testimoni di Geova. Il piccolo centro di Acate è rimasto colpito dalla tragedia. Vanessa Ferreri, acatese, ex deputata all’assemblea regionale siciliana punta il dito contro un guasto che non avrebbe dovuto accadere se le norme venissero rispettate. Le autoambulanze – osserva – per legge vanno sostituite ogni cinque anni. E quella di Acate ne aveva dieci.

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